Linientreu Vuoto d’inverno 2002 - Rock, Psichedelia, Alternativo

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Come spesso accade nell’ascolto di un demo, si avverte una particolare dualità: discreta capacità tecnica ma carente personalità creativa. E’ come possedere un rifinitissimo contenitore da riempire e lasciarlo vuoto (il riferimento al titolo del disco è effettivamente puramente casuale).

Questo è anche il caso dei Linientreu che, come indicano in Nota Stampa, hanno registrato questo demo nel tempo record di 10 ore, lasciando largo spazio ad una buona tecnica nel maneggiare i propri strumenti, ma investendoci poche idee sopra.

I pezzi che mi vengono presentati scorrono su un fin troppo pulito rock di matrice italiana, con un innesto di violino nel brano iniziale “Amnesie” che dovrebbe favorire la creazione di varianti in un troppo piatto tappeto sonoro ma che invece si allinea opacamente a quanto descritto sopra.

Questa non deve suonare come una bocciatura, ma deve risultare invece un invito a respirare a pieni polmoni la polvere della sala prove, a calcare palchi il più possibile, a perdere delle ore scarabocchiando appunti su block notes e soprattutto a non farsi trascinare dall’ansia di registrare né farsi limitare dall’inutile idea di far par parte di una determinata scena ma farsi attrarre dall’idea di riuscire a imporsi con un proprio stile. Le doti ci sono, si deve assolutamente riempire questo contenitore. Alla prossima.

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La recensione Vuoto d’inverno di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-08-25 00:00:00

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