Dracula Lewis Permafrost 12" 2012 - Psichedelia

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Dracula Lewis è un elemento di novità assoluta nel panorama musicale nostrano. Elettrico come pochi, amato oltremanica prim'ancora di comparire dalle nostre parti. Un animale dal sound nero e poco accogliente, certamente qualcosa di mai ascoltato prima da queste parti.

Un ep "spaziale" pieno di suoni vibranti ed ipnotici, composto di quattro pezzi cupi, caustici, dal sound estremamente personale e violento. Quattro tracce che ti trasportano in un mondo buio e scuro, dove la luce compare raramente e il male sembra avere spesso la meglio. La title track "Permafrost" è brano dai suoni acidi, con un kick che scandisce un tempo quasi doloroso e ridondante, il cantato accentua il senso di sofferenza che viene rimarcato costantemente durante tutta la durata del brano. Arrivando a "Marble Eyez" il senso di soffocamento del disco non sembra per nulla dissiparsi, con quei synth duri e gli elementi visionari che compongono la traccia.

Il tempo è sempre lento e cadenzato fino all'estremo, voci con pitch si incrociano con il main vocal formando un coro che sembra provenire da un sottoscala dimenticato dal mondo. La conclusiva "Spacies" sembra venire fuori dritta dritta da qualche oscura colonna sonora proto-horror anni 80. Synth arpeggiati, atmosfere/non atmosfere crude e poco accoglienti, suoni freddi come lame ghiacciate a rompere la staticità; un neuro-viaggio infinito verso luoghi poco felici. Capitolo a parte appare l'apertura di "Chrome Riderz" che vede il feat di Lorenzo "Stargate" Senni. Qui le atmosfere spaziali sono tanto più accentuate quanto meno lo sono quelle buie e dolorose, un'aura certamente più positiva sembra attorniare il brano in questione, anche nel suo infinito loop conclusivo.

Dracula Lewis è certamente un elemento atipico nel panorama musicale nostrano e non solo. La sua sembra essere musica da elogio della sofferenza, come un novello Artaud dei sintetizzatori, che non lesina attenzioni alla cura dei suoni. Fluorescente come la luce delle 3 del mattino.

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La recensione Permafrost 12" di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-11-27 00:00:00

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