01/10/2002

È su Gammapop che Giorgio Canali - già chitarrista di C.S.I. e ora di P.G.R. - torna a pubblicare un album solista. “Rossofuoco”, eccolo a voi, è l’album in questione: un piccolo microcosmo dall’andatura obliqua, dove il rock Italiano d’autore è l’asse portante di un movimento storto, sebbene non lasciato allo stato brado. È infatti su un tappeto di basso e batteria, quanto mai nervosi, che Giorgio lascia stridere le sue chitarre - accompagnato da Marco Greco - semplicemente accostando riff inquieti ad accordi incastrati fra loro in maniera mai banale.

È la capacità di correre sul filo della tensione la migliore peculiarità di questo dischetto, la capacità di costruire un mood stranito e multiforme, vicinissimo alla decadenza così come consapevole di non esserci ancora dentro.

“Rossofuoco” è comunque ‘solo’ un bel disco, che non pretende di stupire con sperimentazioni di nessun tipo. È rock italiano, lo ribadisco, ma non lo stesso di Negrita e Timoria, perché questo è suonato con ‘classe’. È rock italiano contaminato dalle filastrocche folk-noise di “Se viene il lupo”, o dalle lente cavalcate come la magnifica “Questa è la fine”, per non parlare della semplicissima “Rossocome” o della soffusa “Pesci nell’acqua”, che conservano la ormai introvabile qualità di sapere emozionare con formule scarne, semplici e dirette. È proprio questo un altro pregio di Canali e compagnia: l’essere accessibili senza per questo scontati, ovvero il possedere una attitudine sì diretta, ma stranita.

“Rossofuoco” non è l’avanguardia, amici, ma è uno splendido dipinto di rock dautore a cui consiglio di avvicinarvi senza pretendere nulla in cambio, sia chiaro, ma stando tranquilli che riceverete comunque qualcosa. Che non sarà certo la meraviglia di una geniale invenzione musicale, ma che sicuramente potrà stamparvi in faccia un interrogativo sorriso, obliquo come la sua anima.

Tracklist

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