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album Small Prey - Small Prey
Small Prey
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08/01/2013

Una preghiera moderna, urbana, parte di una nuova ritualità laica, fatta di misticismi a base di drum machine, chitarre post punk, riverberi vocali, fusioni electro e strati sonori che si sovrappongono per confluire in deflagrazioni finali distorte ed elettrificate. Gli Small Prey sono un duo italo-spagnolo di stanza a Berlino: la voce femminile, su cui si basa la maggioranza dei brani di questo primo Ep, è di Irene De La Selva, anche al synth e alla drum machine, mentre la controparte maschile, voce e chitarra, è ad opera di Raffaele Cuccu, già presente nella scena musicale nostrana col moniker Fisheart – un progetto cantautorale di tipo intimistico, poi confluito in esperienze meno introspettive come Ben Gala e l’attività di dj svolta in Spagna.

Sotto la struttura riuscita e ben calibrata di contrappunti vocali, assemblaggi elettronici, campionamenti e aspirazioni dancefloor lisergiche e dilatate, è presente un background anni ’90, con influenze Washington DC à la Sleater Kinney, Lungfish e Fugazi, ravvisabili soprattutto nelle ritmiche dei pezzi più accelerati, come “Drive” e “Statement”. Gli Small Prey si affacciano al nuovo anno con una prima prova di tutto rispetto – e anche di più – con episodi davvero brillanti, come “Mirror”, “Drive” e “Camouflage”. E quindi che altro aspettate? Convertitevi alla religione degli Small Prey. Non ve ne pentirete.

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