16/04/2013

Il rumore è un concetto polivalente e ambiguo, che si presta a mille interpretazioni fino a innamorarsene a volte, può succedere. In questo disco si presenta come ossessione, quasi un incubo lo-fi dove le voci pure si fanno inquietudine che gioca tra gli effetti (“Equilibrista”), e tutto si muove in un magma oscuro e piuttosto pesante. Lame industrial e pugni in faccia intrisi di noise, chiodi sonori che spingono all’emicrania (“Pareti”), poi a metà disco ci metto una ballata che male non fa (“Puntini”) e qualche nuvoletta elettronica che mette la noia in loop (“Blu”): da lì in poi, ambient, recitativi, tempi sospesi, attesa. Un insieme disordinato di cose, senza un chiaro perché, e non c’è un brano che funzioni davvero. Mi fermo qui, convinta che il rumore possa essere a volte tanto silenzioso e inespressivo quanto neppure la peggiore solitudine.

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La recensione Amepantin - Recensione - Pantin di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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