15/10/2013

C’è un confine sottile tra l’essere sconfitti e ingoiati dall’ansia e trasformare il nebuloso groviglio nello stomaco in catarsi, sta tutto in quel passo in meno che fai, nell’occhio che chiudi un attimo prima, nel rallentare o spegnersi o misurare il tempo. Sta nei giochi di luce che sei in grado di creare nonostante l’inclinazione al buio, nei suoni che produci, che costeggiano incubi e ricordi cancellabili, in quei suoni così profondi e viscerali che sembrano provenire dai recessi di un oscuro luogo immaginario, dall’ombelico, dal centro della terra.

E ritrovarsi immobili a guardare panorami dal nord estremo, ellissi di ghiaccio e nuvole velocissime, dove l’elettronica è un incauto stratagemma per generare tormenti, dove la psichedelia assume i contorni di un viaggio in eterna discesa che in fondo poi è precipitare, e tutto è perdersi, disincanto, distanza incolmabile. Sì, questo disco è perdersi, è intraprendere un cammino che forse non ti aiuterà, tra ambient onirico e dilatazioni post rock, tra bassi pulsanti, visioni frammentate, spiragli innocenti ma ingannevoli di stagioni migliori.

Berlikete è il moniker che cela un altro moniker, Lan (MoRkObOt), e assieme a lui, in questo percorso che è davvero l’abisso prima del cuscino come pure fantasmi a colazione, c’è Lili Refrain, Morgan Bellini (Vanessa Van Basten) e Mike B. (Viscera///), per raccontare ciò che non si vede, il senso delle ombre, le linee d’orizzonte, i rumori e l’inquietudine di buchi neri e vicoli ciechi: un disco complesso, totalmente strumentale (solo qualche piccola, lontana parola), di quella bellezza perennemente sospesa tra la catarsi e l’essere sconfitti.

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La recensione berlikete - Recensione - berlikete di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Tracklist

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