23/07/2013

A dieci anni tondi dalla nascita, gli Oak's Mary si regalano la loro quarta prova studio. Il risultato è “Say Hello to the President”, seguito di “Mathilda” (2009), che potrà contare sulla distribuzione oltreoceano affidata alla Cobraside Distribution.

Una produzione corposa e che suona bene, tredici tracce che compongono l'ora abbondante di ascolto. Ad influenze hard rock riconducibili agli anni '70 (Led Zeppelin, Black Sabbath e Stooges) gli Oak's Mary abbinano lo stoner più moderno (Queens of the Stone Age, earthlings? e The Heads) e convincono: le chitarre sature evidenziano personalità e il sound corposo demarca la maturità di una band che ha trovato la giustra strada e riesce ad esprimersi con carattere. Brani come “Wait”, “The Khage” e “Blue Dimension” attingono elementi dal blues e catalizzano pienamente l'attenzione dell'ascoltatore.

Sono poche le cose da limare, tuttavia significative: il lavoro studio contestuale al decennale degli Oak's Mary sembra esser nato (e registrato) con un'urgenza artistica tale da eclissare il (necessario) lavoro di cernita quando si tratta di selezionare i brani, ed a volte i pattern (specialmente dopo il giro di boa) sembrano ripetersi con troppa continuità. Less is better, diceva qualcuno, magari ricalcando la strada battuta da “Octaver”, apprezzabile esperimento funky che cala il sipario su un disco che raggiunge ampiamente la sufficienza. Sono pronti a reggere anche i giudizi di chi non è abituato a tali generi.

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La recensione Oak's Mary - Recensione - Say Hello to the President di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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