12/07/2013

Non è un Paese per gotici, lo so. Roba che in Germania va forte mentre qui colma le nicchie più oscure: troppa pizza, sole e mandolini? Senza affondare in stereotipi che lasciano il tempo che trovano, mi godo il nuovo ep dei Christine Plays Viola, socchiudo le finestre e sprofondo nell’inverno del nostro scontento, o semplicemente nel luogo in cui finiscono le cose dimenticate, gli oggetti senza memoria, tutte le sfumature di grigio e i risvegli non riusciti. Quattro tracce di dark che si inseguono al buio, tra synth e spasmi elettronici, ossessive nel loro marciare senza vie di fuga, attratte da intarsi di gothmetal orrorifico a volte (“Whooshing Dissolution”), a proprio agio nelle armature nere che ricoprono la coldwave, tra radici eighties e voglia di gettarsi nell’onda di danze notturne, e ballare e ballare ancora con “Scattered in the Dust (Slay with Dismay)” che si erge a hit sabbatica con slanci apotropaici per nuovi giorni, forse migliori.

La title track apre con una sezione ritmica che insiste sulle tempie quanto pensieri ingestibili, e poi corre via leggera, si riempie d’aria e sfiora per un istante il pop con due dita sulla tastiera, ma senza colorarsi mai, mantenendosi rigida nella sua posizione, nello sguardo trasversale, nel ghiaccio ovunque; la chiusura è in una live performance che funziona e conferma il potenziale della band, bastione di coerenza musicale in un genere che non trova ampi spazi in Italia ma li vede tra i migliori, schiena dritta e avanti così. Bravi.

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La recensione Christine Plays Viola - Recensione - Leocadia di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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