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RECENSIONE
22/05/2013

Anche i cantautori ballano. O fanno ballare. In questo caso, a svestire i panni del menestrello intimista per vestire quelli dell'animale da dancefloor è Dimartino, che imbraccia il basso e dà manforte ad Angelo Sicurella e Roberto Cammarata, rispettivamente voce-synth-drum machine e chitarra del tellurico trio, ennesima prova di creatività giunta da una Sicilia in fermento e senza paura di misurarsi con l'Europa. La lingua infatti è l'italiano, ma il sound parla decisamente anglo-mitteleuropeo: con la complicità di Mario J. McNulty al missaggio, i tre confezionano quattro pezzi di potente elettro-rock acido e industriale, in cui la voce schizzata recita mantra psicotici immersa ma non annegata in un magma martellante e ossessivo che ingloba, rimastica e sputa fuori kraut, industrial, house, electroclash, dubstep, prendendosi tutti i rischi e vincendo la sfida di non farsi male ma far male con staffilate sonore, con urla che dicono di gente, sassi e mostri che cadono a terra mentre noi non possiamo fare a meno di alzarci da dovunque siamo caduti e ballare incuranti delle ferite.

Tracklist

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Commenti (5)
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  • jacopotramontano 23/05/2013 ore 22:37

    questo Sud Italia ha una potenza inaspettata nelle vene. ritmi, sperimentazione, passione, emozione, sentimento mediterraneo in salsa di odio per il sentimento mediterraneo. che Sicilia matta da legare! meravigliosi.

    > rispondi a @jacopotramontano
  • sebachiano 23/05/2013 ore 22:51

    Una sola parola: super

    > rispondi a @sebachiano
  • Grazie Mario 24/05/2013 ore 18:45

    ...ma... ma... ma son davvero fighi!

    > rispondi a @graziemario
  • Faustiko Murizzi 05/06/2013 ore 08:22

    Ma che bel dischetto...

    > rispondi a @faustiko
  • Alessandra De Ascentiis 05/06/2013 ore 10:31

    che fighi!

    > rispondi a @alessandra_dea
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