14/11/2013

Un progetto nato dalla fretta o dalla furia? Fondato a settembre 2012, questo duo ligure-laziale sforna il suo primo ep già a maggio 2013, accompagnato addirittura da ben due video clip per quattro brani. Quattro brani per tredici minuti di pop-rock immersi in un immaginario sonoro anni 80-90 (derivati di cantautorato, Hüsker Dü, R.E.M., ballatone per metallari dal cuore di panna, Litfiba, ecc..) nei quali una produzione minima fa sentire tutto il peso degli anni passati e dell’approssimazione. 

La scelta di poggiare la struttura delle canzoni principalmente su due chitarre, una acustica di accompagnamento e una distorta in “solo perpetuo”, e senza backing-band è quantomeno rischiosa e fa emergere tutti i limiti del progetto allo stadio attuale, soprattutto in sede di arrangiamenti. Forse un po’ più di sala prove (o di cantina, appunto) e di riascolti prima della pubblicazione avrebbero aiutato a capire quello che si stava delineando. Ci sono però degli sprazzi interessanti, soprattutto nell’armonizzazione tra le due chitarre e in particolare nelle intro di “Settembre” ed “Itaca”, così come in alcune linee melodiche. Seppur con i suoi limiti (il suono della chitarra distorta, soprattutto ritmica, è agghiacciante) Settembre è la “killer-track” del lotto.

I testi affondano nel disagio, sia sociale (“E poi dirò di nuovo vaffanculo / Chi fa tv andrebbe messo al muro / E non lo so ma voglio stare fuori / Dai vostri giri chiusi di favori”) che sentimentale (“Oltre le tue ringhiere/Qui nella tua prigione/Mando le mie preghiere/Nessuna consolazione”), senza però riuscire ad andare mai oltre l’effetto-annuncio. Il breve lavoro giunge infine al termine, lasciando qualche spunto buono su cui magari lavorare in futuro, con la dovuta calma e cura.

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La recensione Cantina Club - Recensione - EP 2013 di Starfooker è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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