Dada Circus Fuga da Sambeach 2012 - Reggae, Punk-funk, Pop rock

Fuga da Sambeach precedente precedente

Un Ep dalla provincia romana, tra ska, reggae e pop rock.

Cinque brani di reggae, ska, pop rock. I Dada Circus sono un gruppo di Tivoli-Tiburtina. Forse proprio di Sambuci, paesino a cui si immagina sia dedicato l'Ep e la prima canzone, "Fuga da Sambeach".

Sono sospesi tra Vallanzaska, Radici nel Cemento, Brusco, Ska-P e le band combat rock con i fiati, che fanno ballare. Ci sono anche gli stacchi ragamuffin. Chi ama il genere non si dispiacerà di queste loro canzoni e, anzi, dal vivo forse li apprezzerà, nonostante ci sia ben poca originalità nel confezionare la musica, in generale, e i testi, in particolare. Prendiamo "Come sei bella": Come sei bella-come sei bella - che bella pelle - bella pisella. E avanti con apprezzamenti in rima al di dietro, alla poppa e alla prua etc etc. Per carità, nel suo piccolo è pure una canzone d'amore. Ma resta nel divertimento spensierato da provincia che difficilmente può varcare i confini di casa propria.

Quel che gioca a loro favore è che si sente il calore di un gruppo affiatato. Pezzi sinceri, insomma. Ma non basta per dire che questa loro prova sia buona. Vediamo se dopo un primo rodaggio riusciranno a tirar fuori qualcosa di meglio dal cilindro.

---
La recensione Fuga da Sambeach di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-09-23 00:00:00

COMMENTI (1)

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • donatella.squillace 8 anni Rispondi

    "Ma resta nel divertimento spensierato da provincia che difficilmente può varcare i confini di casa propria". Peccato che i Dada Circus, all'insaputa della sig.na Sara Scheggia, abbiano appena vinto la 25° edizione di Rock Targato Italia per il Premio Giuria. La finale si è tenuta a Milano, che notoriamente è in provincia di Roma... Per non incorrere in certi "scivoloni" basterebbe documentarsi un minimo prima di scrivere parole in libertà (e, con l'occasione, ripassare anche la geografia italiana).
    Per il resto, è evidente che il pubblico dei fans, così come la giuria del concorso, ha immediatamente capito l'evidente intento ironico del testo di "Come sei bella" (peraltro apertamente dichiarato quando dice "avrei scritto per te canzoni migliori", quindi nemmeno troppo difficile da cogliere), che è una esplicita presa in giro della classica canzone d'amore "impegnata" dalle rime baciate e dalle similitudini auliche. Lo fanno anche Elio e le Storie Tese, giocando con gli argomenti più disparati, ma nessuno se ne è mai lamentato e, soprattutto, nessuno ha mai pensato che fossero reali petizioni di principio. Come cantava Bennato, sono solo canzonette. Il sessismo e il femminismo a go go sono del tutto fuori luogo, ma evidentemente, restano una carta buona da giocare in ogni occasione, quando non si sa che altro scrivere. E lo dico da donna.
    Da musicista, invece, dico: ma che noia questo continuo lamentarsi della mancanza di originalità! Forse i Dada inseriranno nell'organico un suonatore di ukulele e sostituiranno la chitarra elettrica con un sitar indiano, così saranno sicuramente originali. E' musica, non deve essere per forza originale, deve essere bella. E faccio un esempio "alto". Cosa c'è di più banale, musicalmente parlando, di due terze discendenti? Eppure l'incipit del primo movimento della Quinta Sinfonia di Beethoven (aspetti, un aiutino: ta-ta-ta taaaaaaaaaaaaaaa, ta-ta-ta-taaaaaaaaaaaaaaaaaaa, è famoso, comunque, si trova perfino su Youtube...) è tagliente come una lama che attraversa il cervello e sopravvivrà immortale nei secoli a venire. Con 7 note (12 se contiamo anche i diesis e i bemolli che, come Lei mi insegna, nel sistema tonale equalizzato sono coincidenti, pur non essendolo affatto in realtà) non si può scrivere niente di originale che non sia già stato scritto da quando esiste la musica fino ad ora. L'importante è creare qualcosa di bello o, almeno, di avvicinarsi all'obiettivo. I Dada non sono certo Beethoven (ovviamente) ma ci provano, con risultati direi meritori. Il pubblico si diverte, le giurie apprezzano: che vuoi di più dalla vita, un amaro Lucano?