11/10/2013

Parte come una musica new age. Ma poi si scopre che è un disco di funky e acid jazz. Col wah wah, i pantaloni a zampa e tutto il resto (e una voce chiaramente bianca, dove invece uno s'aspetta che sia nera).

I So Does Your Mother, chiaramente orfani di Frank Zappa, sono una giovane band romana. Questo è il loro primo disco, in cui giocano con i generi. E si divertono a fare un pezzo, per esempio, come "Modern Seducer", con un'intro seventies, un po' alla Calibro 35, con poi synth e accenni di dance. Tutto mischiato, senza forme. Con chiusure di sax solitario e il basso sotto, e si passa al decennio successivo.
Ci sono anche brani strumentali che servono a riprendere fiato, come "Stoned Flea". Altre atmosfere funk e poi pure un pizzico di progressive, con cui si scioglie "Milite Milite", più rockettaro e sinistro. E per finire pure il latin e il jazz, in "Gino's Kryptonite". Spesso si pecca di virtuosismo tecnico, questo va detto, cozzando un po' contro il parlato che si sente qua e là e che dovrebbe dare un tocco di sincerità al lavoro.

Ci sono buone idee in questo disco, che è ben suonato e piacevole. Bisogna però che la band rifugga il manierismo e il buttare troppa roba nello stesso calderone. Va bene che questi generi sono per definizione aperti alle contaminazioni. Ma non è detto che tutto funzioni, soprattutto agli inizi. Anche perché, una volta attirato l'orecchio dell'ascoltatore, bisogna far sì che non faccia skip subito e che non consideri la musica solo un sottofondo. 

 

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati