26/09/2013

Come in un incubo dal quale sia impossibile svegliarsi, rimasi immobile mentre le onde sonore di un destino malato attraversavano il mio corpo. Non provai a scappare, né a chiedere aiuto, quando il rumore di passi si fece più vicino ed il carnefice si avvicinò a me alzando la lama del coltello come se fosse un gesto del tutto naturale. E, spossata dalle mie stesse resistenze, mi arresi all'inafferrabile brutalità della bellezza. In sottofondo, come marcia trionfale, tre brani ripetuti all'infinito.

Soundtrack ideale per visioni catastrofiche, “Demo” degli Orhorho riassume in sé la devastante potenza del black metal ai confini con la maledetta urgenza ritmica di alcune derive dell'hardcore. Un Ep crust punk nudo e puro, e la necessità di suonare è tale e tanta da non lasciare tempo per scegliere dei titoli per le canzoni: “Untitled 01”, chitarre taglienti come lame e atmosfere che diventano sempre più cupe di minuto in minuto è una corsa dai battiti irregolari che porta a schiantarsi contro le porte sigillate del primo inferno disponibile. “Untitled 02” insegna che anche senza l'apporto di tastiere è possibile creare melodia nel rumore, come accadeva per i Satyricon dei tempi d'oro. “Untitled 03” è la danza macabra e tribale in cui il riff della chitarra ammicca ipnotico alla fine imminente, un tango tra le braccia incredibilmente calde e sensuali di una morte sorniona. Alla fine del viaggio, il risveglio arriva inaspettato, sgradito, lasciando spazio al desiderio perverso di ascoltare “Demo” ancora e ancora.  

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La recensione Orhorho - Recensione - Demo di Roberta D'Orazio è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Tracklist

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