20/02/2014

Giunti sulla Terra dal Pianeta Oregon Odisseo per studiare e capire noi terrestri, attraverso una serie di esperimenti sonico-scientifici, Dk. Elektro & Dk. Jezus si affidano alle vibrazioni scatenate dal ballo per carpire i segreti comportamentali più significativi dell’essere umano. E più il ballo sarà sfrenato più saranno le informazioni raccolte dai non meglio precisati strumenti analitici in possesso dei due scienziati, come in una sorta di rilevazione sismica.

Il duo salentino degli ElektroJezus s’inventa una sommaria, quanto simpatica, fantabiografia per indorare l’electro-rock danzereccio e confusionario del suo “Genesi Akt”, opera seconda seriamente stordita dall’eccessiva foga di “bignamizzare” in sole otto tracce il maggior numero di sfumature possibili partorite negli ultimi anni dall’amplesso (musicale) tra acciaio e transistors.

Schema di gioco tutto sommato semplice e collaudato quello che affida al nervoso sferragliare delle 6 corde – tra hard rock e new wave – il compito di sporcare il convulso impianto elettronico di base, in questo caso, però, con il risultato di ritrovarsi a saltellare con un po’ troppa disinvoltura dalle frequenze bluvertighiane di “Errore logico” all’electro-rock in odor di Goose di “SoulDance part 2”, e da qui alle fregole industrial alla NIN di “MyHead”, passando dalla techno, trance, EBM, synthpop e chi più ne ha più ne metta fino al calderone – questo, sì, lucidamente premeditato fin dal titolo – di “Mixture”, dove si consuma spudoratamente l’omaggio, con tanto di citazione, ai Daft Punk di “Around the world”.

Ripeto, una volta separato il caos sonoro patologico da quello artisticamente pianificato vi risulterà anche più agevole apprezzare quei non pochi momenti interessanti che il disco riesce a dispensare.

Commenti (1)

  • BLE 14/03/2014 ore 15:54 @darioble

    Troppo forti!!

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