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album Rap.Pvblica EP - Rap.Pvblica

recensione Rap.Pvblica Rap.Pvblica EP

2014 - Crossover

RECENSIONE
20/05/2014

Bisogna lasciare da parte sempre i pregiudizi, e sentire onestamente. Non farsi condizionare, conoscere, approfondire, ed essere onesti con se stessi, anche se non si capisce fino in fondo il perché di queste sensazioni. Sicuramente, al primo ascolto di questo ep, dei Rap Pvblica (la v al posto della u è voluta e torna, torna tutto) ti colpisce una cosa semplice semplice.

Questi ragazzi di Bergamo fanno crossover, si ispirano ai Rage Against the Machine, e fanno crossover, nel 2014. Fermiamoci un attimo però, sono passati quasi ventan'anni, quindi non è ritardo sulla moda del momento, siamo già nella musica d'epoca, quindi è revival, o un omaggio insomma. Per cui ci rifletti un attimo, e combatti qualcosa dentro. Il crossover non è che ci sia mai piaciuto, però ce lo siamo beccati, e quindi fa parte della nostra vita, della nostra adolescenza in alcuni casi. E quindi si, dopo una repulsione iniziale e diverse perplessità mi è inziata a piacere l'idea. Chi è tanto matto da fare crossover nel 2014? Non lo so, ma in un qualche modo è comunque da apprezzare.

I testi sono tutti incentrati sulla politica, come giusto che sia. Eccezion fatta per "Diamanti", una specie di ballata Metal che parla di una storia d'amore tetra, cupa e violenta. Una violenza e una rabbia che sono comune denominatore di tutte le altre 6 canzone del primo ep di questa band. Cito invece un passaggio emblematico del carattere delle liriche e dei temi trattati, preso da "Piranha": "l'hai scelto tu, ci sono meno autobus che auto blu, fanculo". E quell'esortazione finale, ad andarsene tutti, esattamente lì, significa molto. La rabbia che dicevamo prima è un qualcosa di istintivo, sanguigno, incontrollabile, è la voglia di ribellarsi alle istituzioni, alle ingiustizie e ai soprusi contro noi poveri sfigati. Da background musicale invece troviamo una formazione classica chitarra basso batteria e qualche innesto elettronico, ma tutto suona sempre come molto ruvido e deciso. Di sicuro non è roba mai sentita insomma, e la loro scelta risulta sicuramente singolare, ma, c'è un ma. Come Marthin Luther King vi dico, lasciate da parte i pregiudizi. Non so se lui li avrebbe ascoltati, ma io mi son divertito, in qualche modo.

Tracklist

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