Compilation Italian experiences vol. 3 2002 - Rap, Elettronica, Crossover

Italian experiences vol. 3 precedente precedente

Operazione discografica evitabilissima questo terzo volume di "Italian experiences" prodotto dall’etichetta sarda Path of Experiences. Dei 12 gruppi presenti all’interno del cd solo un paio riescono a raggiungere la sufficienza, e mi pare poca cosa in un progetto che ormai giunto alla terza edizione dovrebbe avere un’attenzione maggiore per quanto riguarda la scelta delle band da inserire al proprio interno.

e il rock banale dei Dianira può avere margini di miglioramento, con i Living Dream il miscuglio di rock e punk si rivela un mix davvero soporifero senza arte nè parte. Con la terza traccia ritrovo una vecchia conoscenza, gli svizzeri Falling Silence che confermano quanto avevo precedentemente espresso in sede di recensione del loro cd d’esordio: buone strutture musicali -quasi ai confini col new-metal - ma penalizzate da una voce, quella di Loredana, troppo monocorde per il genere della band. Si inizia a respirare con gli Speelcraft, onesti anche se un po’ troppo patinati per i miei gusti; in “Distruzioni per l’uso” degli svizzeri Ali Perdute riecheggiano i La Crus, ma è sicuramente l’utilizzo del flauto l’elemento che contribuisce a dare un tocco di originalità in più permettendomi di continuare nell’ascolto. Sui Gamila ed i Cardia non mi sento di dare giudizi in quanto credo che il tempo permetterà loro di crescere a livello musicale, superando evidenti ingenuità di base. Con i Facktotum dell’ex Death SS Paul Chain, le atmosfere diventano più cupe, ed il cantato quasi recitato da vita ad un dark sound molto originale ma non del tutto privo di noia. Per ascoltare qualcosa di decente bisogna arrivare alla traccia numero 9, dove i milanesi Nuclear Devastation, con un mix di industrial, death-metal ed esperimenti vocali alla Cannibal Corpse, mi ricordano che in Italia c’è ancora qualcuno in cui credere. I romani Meschalina mettono in luce un cantato rappato ed un riffing alla Tom Morello, evidenziando però tutta la natura derivativa della loro musica che ricorda molto i Rage Against The Machine. Il buio torna a imperversare con i Bright Corner e gli Hollywood Vampyres: i primi in virtù di una confusione che non permette di capire a fondo il genere musicale che il gruppo vuole proporre, mentre i secondi con un hard-rock banalotto e superficiale mi fanno ritornare la voglia di riascoltare i vinili dei Guns‘n’Roses.

Due gruppi di poco al di sopra della sufficienza su dodici presenti all’interno della compilations mi sembrano un po’ pochi per un cd che dovrebbe essere una vetrina per band in grado di emergere, ma che si rivela uno scantinato ancora da spolverare.

Info: http://spazioweb.inwind.it/pathofexperiences

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La recensione Italian experiences vol. 3 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2003-04-13 00:00:00

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