28/03/2014

Quando tenti di ragionare troppo sulle cose, è lì che arriva la poesia, è lì che s’ammorbidisce il corpo e ti distendi su una sorta di traghettare sognante: un po’ come i fiori che sbocciano anche se sei triste, come i giorni che passano anche se a te non sembra o non vorresti, e torna sempre la luna dai colori diversi, le albe e i piccoli gesti che scaldano il cuore, o ne mutano per un istante le percezioni, perlomeno. Le piccole cose producono gli effetti più profondi, e lo si vede in questo ep fatto di tratteggi, di accenni, di musica soffiata che mi ricorda il calore sui vetri, le passeggiate al freddo mentre piove e sei solo ed è proprio là la bellezza, nel momento in cui senti fortissimo tutto ciò che hai intorno.

Questo è folk dall’intenso sapore nordico, è una valle che si riempie di farfalle, immagine silenziosa ma di notevole impatto, e così i sussurri e le strutture minimali dei Kubriq sono come i brividi che nascono dalle sensazioni brevi, piccole, latitanti a volte per poi tornare più dense: quanto spazio si apre soltanto sfiorando una chitarra e un piano, lo racconta “Rainbow” e lo racconta bene, e poi c’è “Blindfold”, ballata universale che pare abbracciare tutti, dolce nel suo tocco effimero, e ogni cosa procede lungo binari sottili, sottilissimi, eppure solidi tanto da sostenerti anche ora che senti di non farcela. “Ocean Breathe” ( cover dei Kinky Atoms) è splendida come lo era pure l’originale, qui è asciutta e spogliata fino a mostrarsi nella sua forma più esile, e così, nuda, si specchia in te che ascolti, e come evitare il luccichio negli occhi, questo proprio non lo so: chiudono “Take Me”, il pezzo più ritmato e pop che non cede però ai luoghi comuni, mantiene il coraggio e va dritto e muovi la testa quasi sperando che ne escano così i pensieri cattivi, e “Reckless Days” che è la porta che si chiude, l’arpeggio che spegne le luci, è tirare una linea e rifugiarsi nel sonno.

Ermal Meta (frontman de La Fame di Camilla) e Fabio Properzi (nei già citati Kinky Atoms) danno vita a un progetto che fa di leggerezza e magia le sue componenti principali, leggerezza nei suoni e nelle voci ma non nelle idee, e magia che è la poesia che arriva, tra la luna nuova, la prossima alba e le meravigliose, inattese e formidabili piccole cose.

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La recensione Kubriq - Recensione - Blindfold (ep) di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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