Disco del giorno
album Carne - Gouton Rouge

Gouton Rouge Carne

V4V-Records
2014 - New-Wave, Alternativo, Pop rock

18/04/2014

Sputati dalle fauci di V4V, probabilmente ammaliata dalle esplorazioni del corpo umano dopo “Lezioni di anatomia” degli Albedo, i Gouton Rouge, anch'essi milanesi come i colleghi di etichetta, tornano dopo due EP con “Carne”, che porta in calce una citazione da “La luna e i falò” di Cesare Pavese (“Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione”).

Di tribolazioni, di un amore che va e viene, lascia segni sulla pelle, tatuaggi e lividi, bistrattando quella carne di cui siamo fatti e con cui dobbiamo fare i conti in un anelito alla stabilità, a quelle radici cui aspira Pavese, che prima di attecchire ci costringono a peregrinare tra le ragioni del cuore e il perenne dover fare i conti col proprio passato, malinconico e vissuto fino all'autoviolenza: di questo parlano i Gouton Rouge.
I sentimenti sono a tinte forti, in testi brevi e costruiti su melodie sfacciatamente pop, che si lasciano cantare sin dal primissimo ascolto (“Sbiadire”), nonostante una voce fredda e penetrante, che ama volteggiare su registri altissimi (“Immobili”). Le chitarra taglienti portano con sé tutto un bagaglio sonico in cui è facile riconoscere i Verdena, e con la sezione ritmica ostinata e dritta, inquadrano i Gouton Rouge in un alternative rock che parte dallo shoegaze, per poi inoltrarsi in sfuriate noise e freddi paesaggi post-punk (“Lamette”), allargando al post-rock in “Ancora”, e a nebulose e malinconiche melodie synth-pop à la Radio Dept. in “Discese”.
All'asciuttezza dei titoli corrisponde quindi una grande varietà nella ricerca musicale, che però si coniuga in un linguaggio personale e coerente, senza indecisioni e divagazioni. Ben fatto.

Tracklist

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