25/03/2014

11 brani per due decenni (e oltre) di musica italiana. Il disco è quello di Massaroni Pianoforti, ragione sociale di Gianluca Massaroni, che ha scelto il nome dell’azienda di famiglia per il proprio progetto.

“Non date il salame ai corvi” è il tipico disco ben fatto, quello a cui non puoi muovere pressoché nessuna critica a livello di scrittura e produzione. Ascoltandolo, si sente che ogni cosa è stata curata nei dettagli: dal potenziale singolo “Una buona occasione” alla più melodica “Provinciale”, passando per le suggestioni fuori dal tempo de “La dama bianca”. La bravura di Gianluca Massaroni sta senz’altro nell’essere stato capace di scrivere canzoni che non suonano mai uguali a se stesse, pur avendo una coerenza di fondo innegabile.

Ecco, non suonano mai uguali a se stesse, ma suonano forse un po’ troppo simili ad altri modelli: ascoltando “Non date il salame ai corvi” la sensazione è di aver premuto play a un mischione di cantautori anni 70-80, con qualche incursione in tempi più recenti. I due nomi che saltano subito alla mente sono Claudio Baglioni e Ivan Graziani. Il primo soprattutto per la voce, il secondo per stile e taglio. E ancora: echi di Battisti, alcune assonanze con le linee melodiche alla Minghi (la già citata “Provinciale”) e deviazioni che si spingono fino al Capossela meno istrionico e più cantautore.

È importante sottolineare che non si tratta di semplici riferimenti, ma di vere e proprie aderenze, fatto questo che finisce per essere il vero limite dell'album: Massaroni Pianoforti rischia infatti di passare per un centrifugato con poca personalità, ma sarebbe un giudizio ingeneroso. Ascoltando con più attenzione, si trovano elementi che si distanziano da tutto il pantheon citato in precedenza e che danno valore al disco e al progetto stesso. Proprio questa deve essere la strada per i prossimi lavori: insistere di più su un proprio linguaggio, per svincolarsi con forza da predecessori così ingombranti e far decollare davvero Massaroni Pianoforti.

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La recensione MASSARONI PIANOFORTI - Recensione - Non date il salame ai corvi di Marco Villa è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

Commenti (3)

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  • maxavo 25/03/2014 ore 15:28 @maxavo

    Un un tuffo nel passato (in particolare mi ricorda molto il bell'album di Oscar prudente-ivano fossati "poco prima dell'aurora" ) che apprezzo ma che non so ancora come giustificare.Insomma, possibile che la creatività del 2014 debba passare attraverso stilemi musicali cosi lontani? Un disco che guarda indietro e lo fa stando fermo. Al prossimo giro mettere la prima, cercando di non confonderla con la retro;per ora siamo in folle.

  • Andrea_L 14/04/2014 ore 23:06 @Andrea_L

    Come non citare Fossati in questa recensione? Ne attinge a piene mani. Però non mi dispiace affatto! Ce ne fossero di dischi così e magari si continuasse a fare questa musica piuttosto che tante porcherie di oggi! Ottimo disco, non originale, ma sono disposto a pagare per sentire un "Fossati" così!!!

  • babalot 09/01/2015 ore 09:04 @babalot

    a me sembra la voce di fossati su qualcosa, sì, che è un improbabilissimo mix tra graziani e minghi. divertente :D

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