Larry Manteca Deep Cut 2014 - Strumentale, Funk, Ritmi

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Funk, afro-beat e blaxploitation: il primo regista che lo scopre fa un affare

Secondo ep per Larry Manteca, genietto misconosciuto della scena funk milanese. Dopo il sorprendente "Zombie mandingo", questo nuovo lavoro si spinge, come già si intuisce dalla copertina in stile "Prova a prendermi", maggiormente nella direzione della musica da film, anni Settanta principalmente: "Alvin's run" e "Groovy stuff" sono così due fulmini da blaxploitation, con qualche rimando (le percussioni, i cori in sottofondo) all'amato afro-beat. Genere chiamato in causa anche dalla linea di basso della title-track, che comunque, così come "Saturation", rimane sempre per scelta lontana dalle anfetaminiche cavalcate di Fela Kuti e compagni, qui evocati soprattutto dalle soluzioni armoniche e timbriche del piano elettrico.

Leggere nelle note che Larry, al secolo Alessandro Paiola, ha suonato da solo tutto il disco (fiati compresi), eccezion fatta per alcuni contributi al basso e al piano di Mizzu Avitabile e Nicola Colombo, dà solo un'idea del potenziale espresso in questi suoi primi lavori. E se anche, complessivamente, i pezzi di "Deep cut" sono un filo inferiori a quelle dell'ep precedente quanto ad efficacia pura e semplice su disco, appaiono perfettamente tagliati per diventare una colonna sonora al fulmicotone. Il primo regista che lo scopre fa un affare di quelli veri.

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La recensione Deep Cut di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-06-04 00:00:00

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