30/05/2014

Siediti ad ascoltare la sofferenza che si fa bellezza, il suono che rapisce e dilaga, i percorsi orchestrali che girano veloci per riempire gli angoli della stanza, della bocca, dei pensieri accatastati da giorni. In questo disco c’è un cantautore raffinato e definito che si immerge tra strumenti e musicisti, che non è mai solo ma disegna tratti che si uniscono ad altri per creare strutture sonore dalle finiture curate e colme di dettagli: già da “Tu lo Festeggi” t’assale il crescendo e il moltiplicarsi d’archi e fiati, è una canzone che parte piccola e sussurrata, fredda e densa di inverni malinconici e poi lentamente ti pare di trattenere il respiro, e l’ansia domina la scena, e la teatralità sfiora il reale e lo fa suo.

È necessario fermarsi, tornare a respirare, abbracciare arpeggi e note lievi, e così è “Che Tutto Conserva Intatto”, qui gli archi sono amore, anche quando si scaldano e la tromba prende il sopravvento per trascinare ogni cosa nel caos, è amore che si spalanca e fa entrare immense quantità di aria, ed è ciò di cui avevamo bisogno. “E lo Spirito Sfatto” sembra nostalgia, è fatta in ogni parte di passato che ritorna, leggerissima, sfumata e dai colori calpestati dagli anni, “Rinascita” è stare sospesi, in attesa tra le parole, le distrazioni e i suoni, pochi, distanti e nervosi, “Grazie del Disprezzo” è una chiusura inaspettata ché parte con lo swing, rapidissima e divertente, giocosa e perfetta per il calare del sipario.

Prodotto insieme a Taketo Gohara, “La Costrizione della Nudità” è il primo disco di Dario Buccino nonostante sia da anni impegnato come compositore e strumentista, ma soprattutto inventore del Sistema HN (sistema musicale basato sulla parametrizzazione dei processi performativi) che qui viene come è ovvio largamente applicato, per un risultato davvero godibile e personale, dove colpisce la trama pastosa dei brani e l’attenzione data a ogni cosa, la profondità e il gusto impeccabile, ed è proprio il caso di sedersi, comodi, e ascoltare.

Commenti (5)

Carica commenti più vecchi
  • DistortedGhost 30/05/2014 ore 14:14 @DistortedGhost

    togliendo la voce e' molto interessante, peccato.

  • giovdamiani 02/06/2014 ore 16:30 @giovdamiani

    Una inesorabile vibrante Via Crucis qui e ora, con tanto di flagellazioni e compianti. Difficile stare comodi ad ascoltare: o si rifiuta o ti prende.

  • giovdamiani 02/06/2014 ore 16:53 @giovdamiani

    Ps: Niente contro la bella recensione qui sopra, il termine 'stare comodi ad ascoltare' ha i suoi lati positivi e pertinenti!

  • Roberta Carrieri 02/06/2014 ore 21:43 @roberta.carrieri.77

    Coraggioso e potente, come in Italia non succede quasi mai. Finalmente qualcuno osa la propria personalità con qualcosa di nuovo e senza farsi incasellare. Bravo Dario Buccino.

  • sanmar 04/06/2014 ore 16:13 @sanmar

    Non sono riuscito a finire l'ascolto del disco intero per sfinimento...sarò stressato e stanco dal lavoro. Disco "strano forte", alcune parti orchestrali e crescendo sono ben riuscite ma purtroppo sono sempre e subito sovrastate da effetti e cantilene in cui spesso la voce suona veramente "irritante".

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati