Sine Munda Sine Munda 2014 - Rock, Alternativo

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Rock talmente trito da essere polveroso

Senza ombra di dubbio i Sine Munda si divertono a fare quello che fanno. Io un po' meno ad ascoltarli. Non è in discussione la genuinità e la convinzione con cui il quartetto affronta le onde di un rock talmente trito da essere polveroso, anzi. Loro ci credono. Lo dicono anche nel testo più banale del lotto: “Faccio a botte con il mio orgoglio / Sto aspettando il mio momento / E sento arriverà / Io ci credo / Chiudo gli occhi ma ti vedo / Io ci credo / Non temere / Siamo tutti un po' soli e pieni di paure / Non scappare / Non ti posso fare male”. Insomma, rime baciate come se piovesse e slogan da sedute motivazionali.

Musicalmente siamo al livello 0 della composizione: riff rubacchiati un po' dal hard-rock (“Il campo del vasaio Dura Lex”, e sorvoliamo sul titolo), ballad di quelle che di solito arrivano ultime – o prime? - a Sanremo Giovani (“Vacillante sensazione”), ogni tanto uno sguardo al grunge svuotato completamente della sua parte sporca e animale (“Come fosse aria”) e gli immancabili assoli di chitarra.
Lo so che sembra stia infierendo, ma la voce è poco precisa -senti il ritornello de “Le tue parole”- e non può contare neanche su un timbro particolarmente interessante o espressivo. Eppure dalla sfacciataggine con la quale hanno messo tutto questo su supporto, si evince che i Sine Munda conoscano benissimo i loro limiti, e non si fermeranno.
Fanno bene, perché come dicevo all'inizio, ci credono e si sente che a loro piace quello che fanno. E quindi che continuino pure a divertirsi.

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La recensione Sine Munda di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-09-11 00:00:00

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