12/02/2015

Un suono espanso, senza confini, che si dilata in panorami sotterranei, immerso in oceani di effetti ovattati e synth claustrofobici. Tre brani strumentali dalla forma eterea, morbida, lunghissima, ed è davvero come ascoltare note scandite appena sopra le onde mentre nuotiamo sotto la superficie, trattenendo il respiro. Non ci sono apici, deus ex machina, sorprese accattivanti, ma un tappeto continuo ed essenziale di orizzonti infiniti, non ci sono sole, nuvole, umori, ma soltanto un blu intenso che cattura, un percorso interiore, una riflessione perpetua su se stessi.

Il sound sperimentale e artico degli Agate Rollings (ovvero Alessandro Sgarito e Stefano Gallone) produce electronic landscapes tanto introspettivi quanto universali, freddi eppure ricchi di stimoli emozionali, lisci ma densi di sottili sfumature, di passaggi lievi e impercettibili, per una sorta di colonna sonora che perfettamente s’adatta a notti insonni, al vagabondare ebbri, e alla costante, infruttuosa ricerca di sé.

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La recensione Agate Rollings - Recensione - Glass di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

Tracklist

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