27/11/2014

Ebbene sì, il Molise esiste e suona post rock; " Aroma(n)tic People", secondo album in studio della band Postit, nasce a Campobasso ma, se chiudete gli occhi, può portarvi molto più lontano.

Il nuovo album percorrere i binari già attraversati da "Mumble" (2009), rimane interamente strumentale e conserva come marchio di fabbrica la capacità di creare atmosfere evocative in grado parlare all'ascoltatore in prima persona. Gli otto brani dell'album sono costruiti in modo equilibrato ed intelligente, non eccedendo nella durata riescono a dialogare tra loro formando un continuum che attrae l'ascoltatore e lo traghetta da una traccia all'altra con leggerezza ed estrema facilità, la complessità è riservata alla trama dei singoli pezzi fatti di equilibri sempre diversi e innumerevoli tensioni.

Se "delicatezza" sembra essere la parola d'ordine dei primi minuti di ascolto, l'ingresso di colpi di batteria nervosi e velocissimi, ci fa cambiare idea, il tempo di illuderci e ci ritroviamo tra un pianoforte che sembra provenire dalla fine del mondo e una chitarra che inizia ad incalzare ed esplode nel quarto brano, "Free", uno sfogo che sa di mare e orizzonti lontani e che va a schiantarsi dritto contro "Pink Coffee", il singolo estratto dall'album, un grido di rabbia o forse una dichiarazione d'amore. Bella come un ricordo anche "Midnight in San Nicola", la traccia che chiude il disco con delle sonorità diverse dalle precedenti, forse un preludio a qualcosa di nuovo, il bello dei Postit è che il finale della storia lo lasciano immaginare a voi.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati