le Poetèmodì NADABRAHMA (visioni e revisioni di una metafisica progressiva) 2014 - Sperimentale

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Musica per meditare. Suonata straordinariamente bene in una varietà di stili sorprendente.

Che questo sia un lavoro particolare, è evidente fin dal primo ascolto. Non è solo la varietà dei generi adottati: qui si passa dal grottesco volutamente sgradevole alla Frank Zappa o alla Residents, all’elettronica krauta dei Tangerine Dream pre-new age o del primissimo Battiato (“Quantic Alien”), al jazz, all’ambient, ai cori gregoriani, alla musica simil classica (“Tchaikovsky” evoca nel clima sonoro e nell’arrangiamento “Lo schiaccianoci” del compositore russo, ma non ne copia neppure una nota), ecc. ecc. È che si tratta di un vero percorso, quasi iniziatico, sicuramente meditativo, alla ricerca della propria anima: si tratta di una specie di rappresentazione simbolica in cui i personaggi sono allegorie del vissuto, delle paure, delle speranze e dei desideri di un essere umano qualsiasi.

È una ricerca dello spazio interiore (quattro i brani che contengono riferimenti ad “Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust), che a volte si oggettiva in quella dello spazio esteriore, come esplicano titoli quali “Nube di Oort”, secondo un procedimento ben noto dagli anni '60: basti pensare a “Space Oddity” di David Bowie. Anche qui l’idea di base viene dalla meditazione di derivazione induista: il “Nadabrahma” del titolo è infatti una pratica meditativa introdotta da Osho (il fare “om”); “Moksha” è la liberazione dai vincoli terreni; “Samadhi” l’unione tra meditante e oggetto della meditazione. In una prospettiva sincretica, il “Mitleid” con cui si conclude il lavoro è la compassione cristiana.

Sì, ma la musica? C’è, è straordinariamente varia, suonata benissimo, tanto da far rimanere increduli che gli stessi musicisti abbiano prodotto una simile messe di brani così stilisticamente diversi e ben fatti. Il limite del disco sta nella sua destinazione d’uso: psicodramma destinato ad accompagnare o mimare la meditazione non può, per sua natura, contenere brani che si facciano notare o distolgano l’attenzione dall’atto stesso del meditare.

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La recensione NADABRAHMA (visioni e revisioni di una metafisica progressiva) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-03-12 00:00:00

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