09/03/2015

Tre come numero perfetto, o come in questo caso qualcosa di simile: Potaporco apre il 2015 dando alle stampe il terzo disco in altrettanti anni di carriera, autoprodotto e registrato presso i Winter Studio.

Parlavamo di “numero perfetto o qualcosa di simile” perchè “Conquistadores” è un disco che cattura fin dal primo ascolto: la title track, cui è riservato l'onere di rompere il ghiaccio, si apre coi gabbiani campionati che si sentono di solito nei film per poi esaurirsi nel suo incedere spagnoleggiante; la band lomabarda parla di un album caratterizzato da un netto cambiamento di stile orientato verso i timpani del pubblico universale: obiettivo pienamente messo a fuoco e, relegando lo ska-punk nosense degli esordi a qualche fugace presenza nei testi , vengono fuori dieci tracce ben suonate di ska/reggae condite da ampie sezioni di pop orecchiabile. Il punto più alto arriva con “Le Abitudini”: brilla con carattere ed audacità una traccia che accosta curiosamente (almeno per il panorama italiano) le melodie tipiche del reggae/dub a tematiche ambientaliste. Il concept dell'America terra vergine da colonizzazioni torna con vigore nell'ultimo brano, “La Cascina”, che chiude degnamente la mezz'ora abbondante d'ascolto.

In definitiva, giudizio positivo per il carrozzone in musica Potaporco: "Conquistadores" è un disco interessante, capace di presentare una sapiente miscela di musica orecchiabile e roots orientate alla Jamaica. Il terzo lavoro studio rappresenta, inoltre, la prova concreta di una certa maturità artistica, da considerarsi ovviamente non come punto d'arrivo ma di rinnovata evoluzione: un lavoro maggiore sui testi (che a tratti perdono di qualità causa metriche complicate e rime baciate dal basso impatto) potrebbe regalare a Potaporco le ribalte che merita.

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La recensione Potaporco - Recensione - Conquistadores di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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