18/04/2015

Secondo capitolo della vita storia musicale di Sdeghede, band piemontese che ha un brutto nome (citando la biografia) ma cerca di fare buona musica. Do it yourself come filosofia imperante: le quattro tracce dell'ep intitolato “ZAP!” risultano totalmente autoprodotte e la collaborazione con l'etichetta discografica Edison Box giunge solo in fase di promozione discografica.

Edison e...Tesla: il disco si pone come concept album sulla vita dello scienzato ungherese, autentico genio sregolato del panorama scientifico ottocentesco, ed è curioso come, dopo quasi due secoli, riviva una forma di collaborazione fra due antagonisti per eccellenza.
Musicalmente, abbiamo fra le mani un quarto d'ora d'ascolto robusto e ben strutturato: le melodie punk sono addolcite ed armonizzate con sapienza, ed evadono dal concetto di brevitas radicato nelle frange più hardcore. Il tutto, cantato in italiano: strizzano un po' l'occhio ai Meganoidi ma con personalità e carattere; attributi pregevoli ma che spaccano i giudizi degli ascoltatori: l'open track “Prestigio” parte con sessanta secondi ostici prima di aprirsi definitivamente e creare un unico filo sonore con le restanti tracce. La chiusura è affidata a “Svolta”, ballad che porta a casa il risultato senza clamorosi scivoloni.

Testi profondi (ma senza scadere nel mero cripticismo) completano una proposta capace di incuriosire ed evitare trappole: Sdeghede avrà un nome brutto, ma queste quattro tracce funzionano e la forza del concept elaborato potrebbe intrigare anche chi non è esperto del genere.

Tracklist

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