Petrina Roses of the day 2015 - Pop, Cover, Acustico

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Un disco di cover di rara bellezza, eseguite con eleganza e rispetto

Cosa hanno in comune il compositore Morton Feldman, i Doors, Nick Drake e Piero Ciampi? La passione e l'audacia di Debora Petrina; pianista padovana, compositrice, cantante e artista poliedrica tra le più interessanti del panorama nazionale.
"Roses of the day", tra l'altro una composizione del compianto John Cage, e da il titolo a questo nuovo album, ovvero una serie di cover molto interessanti che vengono riarrangiate dalla Petrina con un chiaro intento non solo di omaggio ma decisamente trasformistico.
Si parte con "Only" di Morton Feldman, una esecuzione per sola voce che mette in evidenza la bravura e lo stile della cantante sin dalle primissime battute; una voce qui angelicata e sofferta, che rispecchia e rispetta il volere originale del compositore newyorkese; "River Man" di Nick Drake, piano e voce che danno forza ad un classicone dell'indimenticato cantautore inglese, in una versione onirica ed elegante; "Burning Down The House" dei Talking Heads, versione decisamente originale e virtuosa con una esecuzione strumentale e vocale tra le più intriganti dell'album.
"Ghosts" di David Sylvian, resa ancor più malinconica dalla cantante, il che non era oggettivamente facile, in una melodia che resta "grave" ma che trova al suo interno momenti di puro pop graziato.
La seconda parte dell'album (in tutto dieci tracce) contiene la title track cageana eseguita dalla Petrina col piano preparato, in un momento di pura psichedelia estemporanea; "Ha tutte le carte in regola" di Piero Ciampi, che definire commovente è un eufemismo; il pezzo più toccante dell'album, una tra le canzoni più "degne" del grande cantuatore livornese rielaborata dalla Petrina con stile innovativo e con un pianismo minimalista davvero efficace.
Chiudono l'album "Light my fire" dei Doors, una versione jazzata del famoso pezzo che a un certo punto mette a repentaglio, bonariamente parlando, il famoso assolo di Ray Manzarek; "Sweet dreams" degli Eurythmics, infine, dall'intro misteriosa che sfocia in un pianismo a tratti "disperato", accompagnato da una vocalità, quella di Debora, veramente imponente, magicamente elaborata.
"Roses of the day" è un bel album, proseguimento naturale di quella ricerca armonica e melodica che Debora Petrina porta avanti da anni, anche con la riscoperta di vecchie covers; esse, le più belle, quelle immortali, probabilmente meritano di essere rivissute, rielaborate, per essere offerte all'ascoltatore con visioni altre, che ne diano lucentezza e nuovo vigore, in questo la cantante è convincente.

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La recensione Roses of the day di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-07-01 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • luigissimo 6 anni Rispondi

    urtovox, sapevo già!
    diamo a petrina quel che è di petrina ;-)
    ho ritenuto parlare d'altro in un album veramente eccellente.......robe di un certo livello escluse ;-)

  • urtovoxlabelepromotion 6 anni Rispondi

    La title track dell'album , in verità, porta anche la firma di Petrina oltre che di John Cage.Infatti il brano,che tanto è piaciuto all'editore mondiale di Cage (Peters), è stato depositato anche a nome di Petrina (il cui editore esclusivo è Ala Bianca) e pubblicato in tutto il mondo in una edizione reperibile anche on line al link http://www.edition-peters.com/product/modern/roses-of-the-day/ep68498?TRE00000/
    Robe di un certo livello insomma....:)