L'orso Ho messo la sveglia per la rivoluzione 2014 - Rap, Pop, Indie

Ho messo la sveglia per la rivoluzione precedente precedente

"Tutta questa merda prima o poi farà curriculum", canta L'Orso. Lo speriamo anche noi.

"Ho messo la sveglia per la rivoluzione" è un disco che già dal titolo mette bene in chiaro un intento quasi sociologico, quello di una generazione persa tra crisi perenne e lavori mal pagati che si impone di alzare la testa di fronte al futuro, qualunque esso sia. Una nuova partenza che però non mette in mezzo in nessun modo argomenti politici o sociali (come invece ci si aspetterebbe), ma che ancora una volta cerca il tepore della copertina emozionale e domestica delle piccole cose. L'abatjour, il gin tonic, i traslochi, le corse sotto i portici, l'estate del primo bacio, il sentirsi sempre fuori posto.
È una rivoluzione, quella de L'Orso, che di rivoluzionario ha ben poco, e che assomiglia invece al racconto di quel momento nella vita di un ragazzo che va dalla giovinezza idiotica e spensierata ad un accenno di vita adulta. Non per questo è da disprezzare, sia ben chiaro: c'è sempre bisogno di qualcuno che descriva con le giuste parole dei tempi (che cambiano) l'adolescenza, la post adolescenza e via così, come ci sarà sempre un pubblico romantico pronto a tatuarsi sul braccio frasi che a trent'anni troverà banali. C'est la vie.
Se lo prendiamo dal punto di vista musicale, questo disco dimostra invece che almeno qui una certa maturazione c'è stata: i pezzi sono ora arrangiati in maniera più ricca (non parliamo di chissà che virtuosismi, ma di una soglia di sufficienza finalmente raggiunta), mentre lo stesso non si può dire della scrittura, sia della melodia che dei testi. I pezzi più riusciti ("Festa di merda", "Giorni migliori", "Il tempo ci ripagherà") risentono musicalmente degli strascichi lo-fi del pop degli inizi dei duemila, quando l'handclapping su una tastierina scassata sembrava la cosa più liberatoria del mondo, mentre i testi rimangono quelli classici de L'Orso, gli stessi della copertina emozionale di cui si diceva all'inizio, che a ben vedere sono quel che garantisce alla band il seguito sempre crescente che merita.
"Tutta questa merda prima o poi farà curriculum", si canta in una delle frasi più riuscite dell'album: lo speriamo anche noi.

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La recensione Ho messo la sveglia per la rivoluzione di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-05-11 08:00:00

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