24/03/2015

Due cristalli di neve nel bosco, tra maglie di aghi di pino e terra umida. Immagina di vederli per come sono fatti davvero, oltre la potenza di messa a fuoco del tuo occhio: hanno forme spettacolari. Come i due brani con cui esordisce Erio. La sua voce sembra non avere corpo umano a sostenerla, evoca sensazioni tattili, ha una luce propria.
Erio chiama in causa grandi nomi: Björk, Tracy Chapman, Imogen Heap, Bon Iver, Sia, Sigur Rós, Röyksopp, e non ha scuse per non di diventare anche lui un grande nome. Soul pop, r’n'b, elettronica, segnati dall’unicità della sua impronta cantautorale e del suo timbro vocale.
Questi due pezzi ti attraversano come un balsamo, e lasciano il petto leggero, lo rivestono di storie e metafore cristalline nella loro verità. In "We've Been Running" un ragazzo piange la sua volpe scomparsa. Un legame incompreso, un piccolo principe in viaggio alla scoperta di altri mondi, il suo doppio e completamento, l’essenza dell’amore e della perdita ("Each time I had to go back home / And leave you / ''Give me time, give me time, / I'll tell them what I feel for you'' / Why didn't I / On that sunny day / Find you at the gate / Waiting for me? / Did the hunter catch you / Or did you run from me? / Oh, how much I cried / Oh, how much I died / Tell me, old friend/Can I come to you?").

Come in un 45 giri trattieni il respiro un istante prima di passare al lato B e alla dilatazione di "Oval in your Trunk". La caccia è sospesa, il corpo si abbandona alla terra e chiede di ritrovare la ragione della sua esistenza. Come un tronco chiede che si guardi nelle sue fenditure, aperte all’oscurità della vita, così l’uomo di essere riportato a casa. ("Plunge into my holes / Bring back To me what I lost / Place me where you want / Buried / Buried like a corpse"). E l’essere sepolti significa solo rinascere, ricercare il contatto estremo, viscerale con la terra, l’istinto, l’eredità animale libera da sovrastrutture ("Show me / With your bunny smile / You can spend here the night / My bed could be the right place to be now").
La personalità artistica di Erio emerge spontaneamente dalle trame pulite delle parole e i riverberi di luce che le attraversano. La direzione artistica di Baldini è la condizione spazio-temporale in cui si calano le composizioni del giovane Erio, l’ora blu che sottolinea i contrasti e armonizza i tuffi interiori.
Dobbiamo aspettare che la neve si sciolga, i piedi si scaldino e l’estate finisca prima di poter ascoltare il resto. Nel frattempo "We've Been Running" e "Oval in your Trunk", sempre in play.

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La recensione Erio - Recensione - We've Been Running / Oval in Your Trunk di Elisabetta Dattolo è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Tracklist

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