Daniele Di Maglie Il mio garage 2015 - Cantautoriale

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Un disco divertente e malinconico tra serenate e danze zingare

Come in quel programma tv in cui gente più o meno instabile mentalmente decide di comprare dei garage stracolmi di cianfrusaglie sulla base di un fugace sguardo dell'interno, Daniele De Maglie mette su piazza le proprie canzoni da rigattiere musicale offrendole a poco prezzo, è sufficiente solo aver voglia di ascoltare attentamente e valutare l'affare.

L'offerta non è di poco valore, in "Il mio garage" sono raccolte 13 melodie saltellanti miste con esperimenti di puro divertimento e serietà, tutto coperto da una leggera coltre di pulviscolo retrò. Il vicino di garage è Vinicio Capossela. Un vero business. Sia chiaro, non è che poi le canzoni le si debba vendere tutte, anzi, la maggior parte se fatta valutare da esperti di cantautorato italico a manovella possono dare inaspettati guadagni, in poche parole ci si guadagna in emozioni e piacevoli sonorità. In calore musicale.

Molti oggetti giacciono nel box del cantautore pugliese, ci sono innanzitutto "Gli Angoli", angoli che sono coscienza dell'anima, dove si annidano pericoli, si incrociano strade, ma anche coscienza dei propri limiti; poi ci sono "Costole Africane", ovvero mondi interiori e radicati che non si possono spiegare se non con dei suoni onomatopeici. Poi ancora "Sangue e farfalle" volate su dalla fucina nera della cucina di casa e che spaventano la vista, ma basta spegnere la luce e non terrorizzano più.

Molti anche gli scheletri tolti dagli armadi di casa De Maglie e gettati nel garage senza un preciso motivo, almeno 3 canzoni della tracklist hanno poco a che spartire con le altre: "La grondaia", "L'uomo assente" e "Un fatto di foga" hanno un suono, degli arrangiamenti e un mood evidentemente lontani dal folk ludico a cui ci si era abituati, sembra quasi che i 3 brani siano stati registrati in un periodo a se stante, più rock (quasi grunge in certi momenti), più crudi e lo-fi, sonorità che non sono riuscite ad amalgamarsi nel quadro generale dell'album.

A coprire queste piccole scivolate, 3 ballate a cuore aperto in cui si danza tra stelle e amore: "Io resto così", "Destituzione di uno spaventapasseri" e "Serale", toccano corde sensibili e fanno quasi commuovere, poesie zingare tra purezza e sporca malinconia. Ne "Il mio garage" ci sono una moltitudine di espressioni e cose, non tutte si incastrano perfettamente con le altre ma da uno sguardo complessivo la stragrande maggioranza dell'oggettistica è di valore e il guadagno potrà essere alto.

Strambo e con una cifra pop anomala da cantastorie malinconico, questa è la strada lungo la quale Daniele De Maglie dovrebbe tenere il passo, evitare le sortite malate da camicie a quadrettoni anni' 90 e incidere nella direzione giusta, quella del moderno cantautore romantico. 

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La recensione Il mio garage di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-05-28 00:00:00

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