26/08/2015

Andare oltre se stessi, abbandonare la sicurezza di uno specchio che protegge ma rinchiude nelle proprie debolezze e paure. “Oltre gli specchi" è la medicina, la forza della musica che in dieci brani prova a dare un input per uscire dalle "parentesi" di una vita solitaria ed egocentrica. Un lavoro quello di Andrea Cassese fatto di "dialoghi, racconti immaginifici e variegati di amori, paesaggi, apparenze e suggestioni" tramutate in note e parole cariche di semplicità e speranza.

Il tessuto su cui vengono cuciti i brani e ben strutturato e variegato sia dal punto di vista testuale che musicale con l'arricchimento di sfumature jazz. La voce e la chitarra di Cassese viaggiano su binari paralleli assieme ad altri strumenti come il pianforte, la tromba e il violino che colorano l'ascolto senza appensantirlo. Cassese unisce il tradizionale cantautorato con un pop più leggero, spaziando da un primo Nicolò Fabi a Samuele Bersani: si tratta di musica che lascia il tempo della riflessione e dell'osservazione. Nelle tracce più romantiche si assume uno stile Gino Paoli che forse andrebbe lasciato a Gino Paoli per abbracciarne uno più personale. "È tutto chiaro anche quando non capiamo", ed è così anche "Oltre gli specchi", laddove a volte la musica offusca un po' i testi.  

È un lavoro che comunque vale l'ascolto perchè ben pensato e ben eseguito. Resta su tutti un passaggio esemplificativo dell'album che ne racchiude tutto il senso: "La follia in cosa può identificarsi? Saper stare con gli altri, con se stessi. Siamo tutti uguali. Stare bene a denti stretti."

Tracklist

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