20/04/2015

“Il mio stile” - undici brani, dieci inediti e una reinterpretazione - è il nuovo lavoro di Mauro Ermanno Giovanardi, che prosegue deciso sulla strada intrapresa con quel “Cuore a nudo” che nel 2007 sancì la distanza del leader dei La Crus dal pop cantautorale, inaugurando la carriera solista e la ricerca di una nuova forma espressiva qui messa a fuoco in modo nitido e maturo.
Questo disco è perfettamente in linea con il curriculum di Mauro Ermanno Giovanardi: nato con il punk e la new wave, abbracciati in qualità di frontman dei Carnival of Fools, scopre la passione per la musica autoriale, contaminata da sonorità leggere ed elettroniche nell’esperienza La Crus, per l'appunto; dal 2007, si diceva, le sue note diventano sempre più raffinate e colte, con l’avvicinamento a cantautori italiani senza tempo (Tenco e De Andrè, ad esempio) e agli chansonnier francesi e con la rievocazione delle atmosfere Sixties dell’intramontabile programma Studio Uno e delle composizioni di Morricone. Del punk, però, non dimentica le tinte forti e della new wave l’impeccabile eleganza.


Il titolo dell’album è mutuato da una canzone di Leo Ferrè, “Il tuo stile”, presente nell’opera in una versione che aggiunge al già duro e complesso testo originale un’importante fisicità, grazie alla voce profonda, suadente e passionale di Joe. Non poteva trovare un nome più calzante, visto che “Il mio stile” racchiude la summa estetica del cantautore milanese, perfezionata in questi ultimi otto anni producendo altri due lavori - uno solista e un secondo accompagnato da un’orchestra di ukulele - e esercitando le sue capacità attraverso palchi e collaborazioni.
 

Chi non conosce i successi e i trascorsi di Mauro Ermanno Giovanardi, o non ama leggere tra i versi i suoi progressi, può comunque godere di ottime canzoni: “Nel centro di Milano”, ascoltato a finestre aperte in una buia e silenziosa notte estiva, è in grado di farci struggere per una storia mai vissuta; “Quando suono” sembra un inno alla vita e uno sberleffo rivolto a chi cerca di ostacolarci; “Anche senza parlare”, scritta da Gianmaria Testa, imprime ritmo e decisione ai pensieri quotidiani più complessi. Il tutto, sempre, con ricercatezza e fascino.

Non potevano mancare musicisti stimati da Joe, a partire da Leziero Rescigno (Amor Fou) e Roberto Vernetti - che hanno curato assieme a lui la produzione artistica - fino ad arrivare a Matteo Curallo, compositore delle partiture della sanremese “Io confesso”.

 

Tracklist

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