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album Unda Maris - Van Cleef Continental

Van Cleef Continental

Unda Maris

Audioglobe 2015 - Stoner, Rock, Psichedelico

RECENSIONE
03/06/2015

Se con la precedente uscita, l'ep "Cleefhanger", Andrea Van Cleef e soci avevano dimostrato il loro interesse per certe sonorità dure, orientate in particolare verso lo stoner, questo lp è la dimostrazione concreta che il passaggio è avvenuto ed è stato indolore.

"Unda Maris", infatti, contiene sette brani per un totale di 40 minuti di stoner rock drittissimo, da automobile che sfreccia nel deserto. Un basso martellante tiene in piedi la struttura musicale (un esempio, in particolare, è "Heliobatis Radians"). La chitarra, ben salda su di esso, per la maggior parte del tempo si mantiene sul suo ruolo di chitarra stoner, producendo riff che ricordano capisaldi del genere quali i Queens of the Stone Age o i Wolfmother

Tutto procede secondo questo schema, senza particolari colpi di testa. Il progetto Van Cleef Continental convince perché dimostrano di padroneggiare gli strumenti con esperienza, senza sbavature né esperimenti riusciti male. I principi base dello stoner e di tutto quello che gira intorno a questo genere (blues, hard rock) vengono seguiti alla lettera ed è forse proprio questo l'unico problema che si riscontra in questa uscita. Manca uno spunto che sia personale, quel piccolo passo in più che rende il lavoro originale rispetto ad un qualsiasi altro disco stoner.

Unico brano fuori dagli schemi è il lungo "Muad'Dib", forse il più riuscito del disco. Nei suoi 13 minuti di durata (praticamente un terzo del disco) si provano altre strade, alzando e abbassando a tratti il livello di cattiveria per poi ritornare al solito stoner rock. La ballad conclusiva, "The Old World", è quasi dovuta come quiete finale dopo tante scorribande desertiche.

Tracklist

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