03/06/2015

Uno pensa che crescendo e invecchiando si abbiano finalmente più certezze e meno dubbi, perlomeno si pensa si possa rispondere in maniera più convinta ai soliti quesiti esistenziali e a quelle che sono le domande che da sempre il genere umano si pone. Invece no. Più si cresce, anzi, è più le domande aumentano. Diventiamo più bravi a fare domande che a dare risposte. Talmente bravi che alle domande rispondiamo di solito con altre domande. Questo perché inevitabilmente subentrano le sfumature, si vedono i grigi, e la nostra moralità bipolare diventa solo un ricordo, dove tutto era bianco o nero, dove tutto era più semplice perché tanto bastava schierarsi da una parte o dall'altra.

La guerra fredda nella testa di Frank Siciliano è finita da un pezzo ed ecco perché in "L.U.N.A." di risposte pronte per l'uso non ce ne sono, domande sì invece, tante. Ma soprattutto ci sono degli spunti che dovrebbero condurre l'ascoltatore a trovare la propria risposta, in autonomia, quella che più si adatta a noi e alla nostra persona. Questo accade anche con i contenuti del disco che non sono mai inquadrabili in un contesto ben delimitato e chiuso ma sono contesti aperti, aggiornabili. Sono contesti in cui ognuno può ritrovarsi ma con storie completamente diverse e in momenti storici lontani l'uno dall'altro. Come suggerito dallo stesso Frank Siciliano in più interviste, la stessa title track svela l'acronimo dell'album ed è aperta a più interpretazioni: "L'ultima notte assieme" può essere quella vissuta dal personaggio narrato da Frank o quella raccontata da Ghemon ma ugualmente può essere la nostra ultima notte assieme, trascorsa con lei, con lui, con loro o con un oggetto (come succede al personaggio di Ghemon).
Questa esigenza di condivisione percepibile oggi ma possibilmente anche fra 20 anni è riscontrabile infine in un terzo punto fermo che lega le tracce dell'album, ma anche l'intera carriera musicale di Frank Siciliano: la notte. Dall'avventura vissuta nell'ultima notte assieme alle notti tormentate di "Rischiare di perderti", da quelle trascorse a fare festa in "Vieni con noi" alle notti passate con la propria immagine riflessa in "L'uomo allo specchio". Fino ad arrivare alla dedica contenuta in "Il cielo come china" dove la notte viene invocata ("notte vieni") e a risaltare sono i contrasti che convivono in essa. La notte è democratica, appartiene a tutti, ed ognuno può viverla a suo modo ed essere protagonista di una storia diversa.
La bravura di Frank Siciliano è stata quella di saper creare delle immagini in grado di rimanere libere. Un lavoro la cui difficoltà si riscontra proprio nella facilità con cui alcune di queste immagini sono subito visibili; i primi versi di "L'ultima notte assieme" sono emblematici a riguardo: "Piedi nella sabbia, brezza da mare, vuoi che non lo sappia? Stai per salpare / sguardo all’orizzonte, pensieri di sale, un bacio sulla fronte, un "no" per perdonare"
Oltre alle immagini, a rende universale questo disco concorre la capacità di scegliere insieme ai vari producer dei suoni immortali, senza tempo, che tra qualche anno avranno ancora la stessa potenza e lo stesso calore. 

"E alla fine ce l'ha fatta, io non so come ce l'ha fatta ma ce l'ha fatta" scherza MadBuddy prima di slegare rime in "La mia verità". Alla fine Frank ce l'ha fatta davvero e dopo tanta attesa è riuscito a terminare il suo primo disco da solista. Forse proprio davanti a cosi tanta attesa i fan del giorno uno si aspettavano qualcosa in più, qualche traccia o qualche ritornello in più. Chi invece scopre il rapper veneto con "L.U.N.A." non capirà certi discorsi e non avrà alcun tipo di rammarico. Sono i vantaggi di fare un primo disco ufficiale ed essere allo stesso tempo un veterano, dopo anni di musica e collaborazioni in giro per l'Italia. Anche in questo caso il dibattito è aperto e forse Frank Siciliano è riuscito davvero a fare un disco che potremo ascoltare fra 20 anni e ritrovarci ancora con le stesse domande e ancora senza una risposta.

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