27/07/2015

In questo periodo pare sia di moda iniziare le recensioni affermando che è uscito il miglior disco di rap italiano dell'anno, e guai a chi non è d'accordo. Ecco: qual è il miglior disco di rap italiano del 2015 noi lo decideremo il 31 dicembre attorno alle 23.55, non un minuto prima, perché un album degno di questo nome va metabolizzato con calma, fino all'ultimo. Però possiamo cominciare con l'anticiparvi che, dopo quasi due mesi di ascolti, “Localz Only” non stanca neanche un po'. E che, se anche non dovesse rivelarsi il miglior disco hip hop del 2015 in assoluto, senz'altro si è già praticamente guadagnato un posto nella top 5. Probabilmente anche nella top 3.

“Localz Only” è un disco in formato mignon (solo 35 minuti per una tracklist accuratamente selezionata). Il titolo si riferisce al cartello che i surfisti espongono nelle loro spiagge, per ribadire ai turisti che non sono i benvenuti: una scelta molto azzeccata, perché questo è un disco che piacerà soprattutto a chi l'hip hop lo vive e lo respira da anni, e non agli improvvisati dell'ultim'ora. Noyz e Fritz avevano già collaborato spesso in passato per via di reciproci featuring. Essendo entrambi due macchine da guerra quando si parla di rap, sarebbero stati in grado di realizzare un ottimo prodotto anche senza grandi sforzi, limitandosi a cucire insieme una manciata di strofe inutilizzate con qualche beat di scarto, come fanno in tanti. Invece hanno deciso di mettersi in gioco, e di farlo fino in fondo, come hanno raccontato loro stessi nella nostra intervista su Hotmc. Anziché prendere scorciatoie o scegliere la strada più gradita all'uno o all'altro, hanno abbandonato le piste battute e hanno provato a tracciare un nuovo sentiero, senza sapere esattamente dove conduceva.

A giudicare dal sound, il loro percorso li ha portati nel bel mezzo dell'America più profonda: i campioni bluegrass e country utilizzati da Fritz hanno il potere di teletrasportarti altrove, mentre ascolti il disco in macchina ti aspetteresti di vedere una balla di fieno che ti rotola incontro al semaforo. È un tappeto sonoro insolito e perfetto per le rime di Noyz, che dimostra una volta per tutte (se mai ce ne fosse stato il bisogno) di essere un campione assoluto anche quando esce dalla sua zona di comfort e si cimenta con qualcosa di nuovo. Un rapper incisivo, divertente, capace di allontanarsi dal suo personaggio e di sorprenderti su più fronti, e un producer solidissimo che ha osato sacrificare alcuni dei suoi elementi distintivi a favore di una palette di suoni più specifica e colorita: siamo sicuri che si possa davvero chiedere di più o di meglio? Forse no. Un ottimo album non deve necessariamente cambiare le regole del rap game: è sufficiente cambiare un po' se stessi, a volte, per aprire orizzonti inesplorati.

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