02/11/2015

I Metrodora hanno tantissima voglia di raccontarsi e lo fanno attraverso loro nuovo disco, intitolato non a caso "Quaderni". La title track è anche prima traccia dell'album, che assume fin dal principio le sembianze di un diario musicale, dove i quattro componenti della band aretina riversano a piene mani episodi di vita, idee, delusioni e sentimenti. Il primo singolo estratto è "Automobili", dove pop, rock ed echi degli anni '60 si rincorrono per andare a definire lo stile preponderante che andremo a riconoscere in molti dei pezzi successivi.

Non mancano le sfumature e si possono notare in brani con venature rock più marcate come "Animalità affine" o "Carne", nel quale anche la voce acquista mordente e si fa più sporca e meno lineare. I Metrodora sembrano avere una particolare predilezione per le ballate, accompagnate da chitarra e pianoforte, grevi nel contenuto ma paradossalmente limpide nel suono. A dar voce al lato più sentimentale della band sono proprio quest'ultime, " Buonanotte", "Neppure per te", "Il mare" o "La foresta", pezzi dalla particolare intensità che vanno a guadagnarsi un posto d'onore nella vasta gamma di appunti sull'esistenza che ha generato "Quaderni".

Ad arricchire il repertorio dei Metrodora c'è il featuring con il musicista e compositore Alessandro Fiori per "Forse una volta forse due, ma alla fine di "Quaderni" ciò che rimane è l'impressione di aver sbirciato tra pagine segrete, accompagnate dal dolce suono di un pianoforte e una chitarra. Il disco si presenta quindi molto coeso nel contenuto e nel sound, forse talmente coeso da rischiare la ripetitività, considerato il notevole numero di pezzi, ma sincerità e cuore salvano persino dall'eccesso di solerzia.

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La recensione Metrodora - Recensione - Quaderni di Eva Cabras è apparsa su Rockit.it il 24/08/2019

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