21/09/2015

Lo stile non è poi così originale. L'elettronica contemporanea di Stèv qui in Italia ha attecchito da tempo e fa registrare spesso risultati interessanti. Ma "Beyond Stolen Note" ha comunque un suo perché. Si tratta infatti di un lavoro molto equilibrato nella realizzazione, in cui sono le mezze tinte a determinare l'andamento dei suoni. Prendiamo il pezzo iniziale, "Hiraku": è un breve brano di folktronica aggiornata alle ultime tendenze, con una chitarra dolente e una drum machine scheletrica a riempire tutto con poco. Siamo dalle parti di Machweo, per intenderci: musica casalinga per cuori solitari. "Hills Are Floating" ha un approccio un più vicino al primo Yakamoto Kotzuga, con il quale condivide una passione per l'estetica giapponese e un'oscurità che non aspetta altro che essere squarciata da chitarre in loop e sample vocali non invadenti. "Kodama No Matsuri" ha una confezione moderna, con un gioco di beat accelerati e un filo di tristezza che si insinua tra i fraseggi sbarazzini di synth. Stèv dunque realizza canzoni raffinate e piacevoli da ascoltare. E di notte, con gli auricolari nelle orecchie e la città davanti agli occhi, anche i pensieri peggiori si ingentiliscono.

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