01/12/2015

Bologna Violenta e Surgical Beat Bros promettono molto e mantengono tutto. L’ultragrind di Nicola Manzan qui diventa una musica acida, dall’atmosfera a metà tra la minaccia e la presa in giro. Parte “ZBB” e sembra di sentire i Liars di “Drum’s not Dead”, sia pure con un taglio chitarristico più accentuato: caos+psichedelia+altro caos. Figo. La violenza di Bologna Violenta spacca i ritmi della seconda traccia, “BBV”, con un intro di riff a mitraglia e rullate a velocità 8X. L’urto è notevole ma il brano impressiona di più quando si sfilaccia in una coda che sostituisce la dissonanza con qualcosa di più cinematografico, grazie anche al violino di Manzan che quando inizia è sempre un piacere. “CLG” sembra uno scherzo, musica da balera che si tramuta in una scarica di hardcore techno, una roba truce come il dialogo che si sente in sottofondo, tratto da “Amore tossico” di Claudio Caligari (“Ma perché a me me piace tanto er cazzo?”). Chiude tutto “RBB”, crescendo di synth, violino e batteria: qui c’è un Bologna Violenta rallentato e psych, tipo Oneida a cavallo tra più decenni. Un disco estremo, insomma. E bello.

Tracklist

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