Caponetti Tutti Contro Tutti 2015 - Cantautoriale, Pop

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Ep non convincente in cui si passa con inesperienza dal cantautorato classico all'elettronica spicciola.

Claudio Caponetti definisce la sua musica, molto brevemente, "post pop". Ma che cosa vuol dire realmente? E soprattutto, questa definizione calza davvero ai brani qui proposti? Purtroppo la risposta è negativa. La struttura dell'ep "Tutti Contro Tutti" risulta acerba e non ancora pronta a suonare soddisfacente, passando con troppa disinvoltura -che appare, ahimè, più come discontinuità e inesperienza- dal cantautorato più classico della traccia di apertura "Non So Ballare", all'elettronica malleabile e morbida, grazie anche all'uso della chitarra, di "BlaBlaBla" o ancora slittando rapidamente dalla più dritta "Le Cose Belle", all'incipit piano-voce piuttosto adolescenziale di "Ruggine", senza dimenticarsi nel frattempo della strumentale e quasi antica "Anestesia".

Il timbro vocale del nostro è caldo e rassicurante, mentre per quanto riguarda i testi l'asticella, anche qui, fa molta fatica a salire di qualche tacchetta ("Trattengo il fiato fra le coperte, quando mi stai vicino è come un film di Sorrentino" o ancora "C'è qualcosa che qui non va, quando mi parli sento bla bla bla, poi ti rispondo un po' sgarbato e ti mando in quel posto", per dire). In breve manca quello che definiremmo sostanza e concretezza, oltre alla forte assenza di basi solide a sorreggere un qualsivoglia disco; c'è bisogno ancora di tanto lavoro e di imboccare una strada in maniera più decisa e grintosa, chè così ancora non ci siamo e di musica post-pop, per ora, non vediamo neppure l'ombra.

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La recensione Tutti Contro Tutti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-12-23 09:55:00

COMMENTI (3)

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  • AliceT 6 anni Rispondi

    Grazie per aver recensito la mia recensione! Ne farò tesoro

  • delbue.andrea 6 anni Rispondi

    *Claudio.

  • delbue.andrea 6 anni Rispondi

    A me Claudio Caponetti piace, e non poco. Secondo me ha talento da vendere. E non lo conosco. Al di là di ogni personale giudizio, mi chiedo come si possa scrivere una recensione di questo tipo. Da che pulpito, mi chiedo io. Alice Tiezzi scrive: "La struttura dell'ep 'Tutti Contro Tutti' risulta acerba e non ancora pronta a suonare soddisfacente". Non fila. La sintassi, intendo. Citando la Tiezzi: "Ma che cosa vuol dire realmente?" Si voleva forse scrivere "soddisfacentemente", o meglio "in maniera soddisfacente". C'è incoerenza in questa recensione. Prima si chiede: "Che cosa vuol dire post-pop"? Poi conclude così: "di musica post-pop, per ora, non vediamo neppure l'ombra". Ma come: non si era appena chiesta che cosa volesse dire? E poi, onestamente, roba come "ahimè", "così ancora non ci siamo", "piuttosto adolescenziale", "l'asticella fa molta fatica a salire di qualche tacchetta", "forte assenza di basi solide" puzzano di critica senza argomenti. Ecco, appunto, dove sono gli argomenti? Non c'è mai un perché in tutto quello che scrive. Chiedo, infine, come si faccia a parlare di "discontinuità e inesperienza" quando, anagrafica alla mano (classe 1990) non mi sembra che le suole delle scarpe a girare locali, bettole, palchi, club, stadi si siano troppo consumate. A me pare che in questa recensione si voglia parlare si sé e per sé, in maniera tronfia, supponente e con una scrittura pesante, barocca, un poco narcisa e autorefenziale. Chiudo utilizzando le stesse parole di Alice Tiezzi: "In breve manca quello che definiremmo sostanza e concretezza, oltre alla forte assenza di basi solide a sorreggere un qualsivoglia disco; c'è bisogno ancora di tanto lavoro". Mi associo al giudizio, ma il destinatario è proprio lei. Carlo Caponetti tutta la vita.

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