Anonimo Ftp My dreams 2004 - Psichedelia, Noise, Indie

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Gli Anonimo FTP si erano già distinti con il loro esordio ufficiale di un anno fa, “Vetro”, se non altro per l’ impressionante somiglianza che presentavano con gli Afterhours - tanto da far pensare di primo acchito che, in effetti, potesse esserci veramente Manuel Agnelli alla voce. Sicché, la qualità del gruppo veniva penalizzata da una mancanza d’identità puntualmente rimproveratagli.

Con “My dreams”, invece, dimostrano di aver compreso e metabolizzato le critiche, proponendosi con un album decisamente più personale. Registrato in una settimana presso la cascina San Colombanino, in provincia di Pavia, partendo anche da materiale proveniente da una precedente sessione al ‘Red House’ di Senigallia, questo secondo genito combina influenze disparate: dall’ approccio leggermente post-rock di “Flying away now (anyway)” alle sfumature stoner di brani come “The evidence” e “Heart”, il tutto condito con una spruzzata psichedelica (“Psycho”) e di sana spossatezza mentale (“One”, che non sfigurerebbe su un disco delle OOIOO).

Le sonorità che avevano caratterizzato i loro esordi riaffiorano comunque nella title-track e su “Jonh McHey”, forse il brano più carico di un disco che si mantiene di solito su andamenti rilassati, a volte persino con episodi acustici, come quello che fa da sottofondo alla voce leggermente roca di “Call me in november”.

Un rinnovamento salutare quindi, che conferma come gli Anonimo FTP siano in realtà una band e non semplice ‘carta-carbone’. Adesso ci aspettiamo però un ulteriore passo in avanti, dato che, nonostante la presenza di vari brani che spiccano già ad un primo ascolto - ad esempio “Match” e la già citata “Flying away now (anyway)” - manca ancora quel qualcosa che trasforma un buon lavoro in un capolavoro. Le canzoni si susseguono, allietano, ma non si lasciano dietro il marchio, non graffiano.

Non si può comunque dirsi insoddisfatti di un lavoro che già così si regge sui propri piedi, che ha dato una prova di dignità artistica per il quintetto e che non mancherà di piacere agli incalliti amanti delle sonorità indie-rock più melodiche.

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La recensione My dreams di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-05-27 00:00:00

COMMENTI (3)

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  • utente0 14 anni Rispondi

    Cantinari? cosa intendi per cantinari? comunque dal vivo sono bravi e my dreams è un bel disco....



  • uism 14 anni Rispondi

    MI chiedo come questo gruppo inutile possa ricevere dei consensi!
    Troppo cantinari.

  • utente0 14 anni Rispondi

    ottimo disco