ALCESTI Nell'Esistente e nell'Onirico 2016 - Alternativo, Post-Rock

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Perdersi è decisamente più soddisfacente che raggiungere la meta

"Nell'esistente e nell'onirico" è il primo lavoro discografico della band Alcesti, formazione trevisana prodotta da Tommaso Mantelli, membro di Bologna Violenta e Captain Mantell. L'album nasce da due anni di gestazione, durante i quali prende forma un concept, in bilico tra realtà e visione fantastica. Il disco si apre con morbidi arpeggi di chitarra, che creano immediatamente un'atmosfera sospesa tra ritmo e suggestione ambientale, trainati da l'intreccio continuo di linee vocali in italiano e melodie post-rock. Lo stile di Alcesti è solido, con un suono pieno che alterna momenti di potenza a passaggi più delicati. L'approccio ai testi vede una forte attenzione sia alle parole che alla loro resa musicale, in linea con la poetica di Pietro Berselli, che collabora con la band nei brani "M.A.D." e "Invertebrati".

Con "Baleno", troviamo uno dei più evidenti riferimenti ricorrenti del disco, incarnati in un pezzo interamente strumentale, un intermezzo quasi onomatopeico dove gli strumenti ricordano cinguettii in una foresta, proprio come quella ritratta nell'artwork ad opera del fotografo ceco Martin Vlach. A metà di "Nell'esistente e nell'onirico", titolo che per altro racconta già in sintesi l'anima dell'intero album, è collocato un altro riferimento alla flora con "Foglie nere", mentre echi di grunge alla Alice in Chains sono reperibili in "Nei tuoi lobi c'era un mondo", in cui la voce si sdoppia, seguendo l'eterna dualità tra sogno e apparenza tanto cara alla formazione veneta.

Con l'ultimo brano, "Invertebrati" si chiude il debutto di Alcesti, coronato dalla fruttuosa collaborazione con Berselli, che presta la propria voce e la propria esperienza nella ricerca lessicale. Il verso viene declamato come un testo poetico, mentre la linea melodica del pezzo fa da cornice impalpabile con le parole "e quando la sensibilità mi ucciderà imparerai ad amare insetti migliori di me". Si chiude così un lavoro dalla struttura ineccepibile e coerente, nel quale musica e linguaggio suggeriscono un percorso mentale, dove perdersi è decisamente più soddisfacente che raggiungere la méta.

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La recensione Nell'Esistente e nell'Onirico di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-02-15 10:00:00

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