11/03/2016

Il punk/rock italiano ha una lnghissima tradizione fatta di gruppi che meriterebbero tutte le attenzioni del mondo: Punkreas, Derozer, Pornoriviste, Pay, Shandon, Latte+ e moltissimi altri. I Quarantena rientrano a pieno diritto in questa famiglia. Ascoltando il loro nuovo album, "I Miei Idoli", ritroviamo un po' di quel punk crudo, quasi hardcore, dei Punkreas, un po' di melodie alla Pay più qualche riff rubato ai Blink 182.

Il disco, uscito per Rocketman Records, è il loro terzo album dopo "L'epoca dei sogni" del 2007 e "Tre" del 2011. È un disco più maturo rispetto ai precedenti perché ha una componente cantautorale molto forte e alla sua realizzazione hanno collaborato grandi della scena punk/rock italiana tra cui Chicco dei Latte+ e Dani delle Pornoriviste.  

Il tema del disco gira intorno agli idoli moderni e ai problemi della nostra società. Tutte le tredici tracce hanno un personaggio che racconta la sua storia e che ci fa presente quello che il mondo sta subendo. C'è l'idolo famoso come Manolis Glezos, eroe della Resistenza greca, eletto al Parlamento Europeo nel 2014, già dimessosi, ne "La notte di Manolis", in cui ci raccontano della sua lotta continua che non lo fa “ stare fermo neanche da morto. Ci sono anche tantissimi eroi di tutti i giorni, quelli che ci abitano accanto, con i quali condividiamo i mezzi pubblici, le strade e il quotidiano. Come l'amico che insegue i propri sogni in una finta America in "Arturo Bandini"; il nonno e il nipote che condannano la speculazione edilizia in "Altibiano bis" in cui ritroviamo una frase che potrebbe essere versione moderna de "La Via Gluck ": “Le strade nuove e tutto quel cemento, una volta prati verdi e giochi al vento”. Da ultimo vi segnalo la bella "Je suis Bobo" che ci racconta di tagli alla cultura, licenziamenti alla Fiat e di violenza sulla natura.

Un disco che, all'apparenza, si fa ascoltare facilmente, ma non è solo la musica protagonista. Ci sono anche i testi e la necessità dei Quarantena di raccontare la nostra socetà. Bisogna dedicargli un po' di tempo per entrare nel mondo che hanno costruito durante il susseguirsi delle canzoni, salvo capire che basta uscire di casa per ritrovarsi nel medesimo pantano.

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