09/03/2016

Suggestioni oniriche si intrecciano a progressioni evocative, quasi che la pioggia non dovesse finire mai, come quei giorni sospesi tra il dare importanza alle cose e scordarsi di tutto per prendere tempo, e infine perderlo inevitabilmente. Quei giorni che non hanno colore, ma un sapore eccome, e non è quello che desideravi. L’unica soluzione apparente è fermarsi per cristallizzare un istante malinconico, per poi tenderlo all’infinito e sdraiarcici su, mentre la musica catalizza le emozioni in un vortice sintetico che cancella i contorni e ti corre su per la schiena.

I Der Noir mettono da parte la coldwave per dilatare i suoni nello spazio, per arricchire ciò che ci circonda di venature post-rock, di delicati impianti shoegaze, sfiorando il dream-pop nella sua forma più esiziale in “Antartica” che è perla di struggente splendore, e commuove. L’elettronica domina e detta le regole di questo lavoro che pare il frutto di un’orchestra minimale che si muove tra le stelle e i rimpianti, e la scelta di fare un disco di lunghe fughe strumentali risulta vincente per la capacità di calibrare umori e mutamenti, per la misura di ogni brano che dura il momento necessario per entrarci dentro e assorbirne l’essenza.

“Blue” accenna atmosfere gotiche per renderle poi pulsanti come battiti, leggeri nella presenza ma intensi nella costanza, in un crescendo di bassi inquieti ed effetti disarmanti, ultimo pezzo di un album dalla sostanza eterea che si scioglie nel toccare la tristezza, nell’abbraccio con la solitudine notturna, e la mancanza, e i tuoi occhi chiusi. E tutto è, come in quei giorni, crudele ma bellissimo.

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La recensione Der Noir - Recensione - A Certain idea of Love di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

Tracklist

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