< PRECEDENTE <
RECENSIONE
10/05/2016

I mostri sono coloro che fanno paura, da cui la gente scappa disarmata, i mostri sono semplicemente "i potenti", i vessatori della gente media, quelli che sempre più si gonfiano di promesse e di soldi, e che il romanticismo lo lasciano a chi oramai ha solo quello per consolarsi. L'intero omonimo debutto di Franco e la Repubblica dei Mostri ruota intorno ai sentimenti contrastanti di bellezza e rabbia, l'una percepita sempre e comunque anche solo percorrendo le strade di provincia, l'altra indotta dai mostri appunto. Sempre loro,

"I menefreghisti", gli egoisti, gli idealisti corrotti del primo brano diventano entità impalpabili tra le mura domestiche, materno scudo quotidiano. Gli arpeggi di chitarre acustiche si mescolano con il pianoforte come ne "Il giusto senso del distacco", che con un andamento cadenzato e un cantato alla Lucio Dalla, recconta dell'inspeigabile noncuranza di chi fugge in amore, alla ricerca di non si sa cosa. Il momento strumentale più alto arriva con "L'attesa", pezzo alla Massimo Volume, raccontato su una base nu-jazz davvero ben strutturata ed arrangiata, tra sassofono e clarinetto che giocano su un tappeto ritmico spezzato.

La "Feroce" Milano che brucia in fretta le aspirazioni e le idee, "L'altra faccia della luna", che guarda beffarda il condannato per ignavia, foriera di sensazioni leggere e severe allo stesso tempo, e "La settimana", che racconta con piccoli suoni sintetici e un beat elettronico sostenuto la moderna cattività della condizione umana; sono tre fotografie che immortalano un unico concetto: la disillusione per un vorrei ma non posso quantomai attuale.

Un modo sostanzialmente efficace quello dei Franco e la Repubblica dei Mostri per esorcizzare con la musica un preciso momento di labirintite interiore che viviamo tutti, chi più chi meno, nell'Italia degli anni zero. Un disco suonato con dovizia, articolato e sapientemente prodotto, con qualche pecca dal punto di vista delle tematiche nei testi ma si sa, la paura dei mostri non è cosa da sottovalutare, specie se stanno a capo di una repubblica.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >