11/09/2004

Che ci sia periodicamente il ritorno del mai sopito amore per i suoni grezzi e lo-fi nel rock è un dato di fatto. Oramai presentata in tutte le salse - dal punk bambinesco dei Moldy Peaches agli Strokes, dai nostrani Motorama agli spagnoli Tokyo Sex Destruction - in questi anni la voglia di forme e suoni ruvidi e diretti non si è certo tenuta nascosta, ed ha anzi donato alla scena musicale molti buoni dischi.

Gli OJM decidono di dire la loro con questo terzo lavoro ufficiale, alleggerendo le atmosfere che caratterizzavano il precedente “Heavy”, opera che si collocava in area stoner. Ed eccoli quindi buttarsi anima e corpo nel torrido ed aggressivo garage-rock melodico che ha già reso famosi gruppi come i The Datsuns. Copertina dallo stile retrò, chitarre e voce distorte, sound graffiante, nove tracce veloci, cariche e sudate, suonate con polso e carattere. L’occasionale accenno psichedelico ed i pezzi con l’armonica non fanno che chiudere il cerchio intorno ad un disco scritto e suonato esattamente come si deve, di facile ascolto (sempre che riusciate a reggere mezz’ora a queste intensità) e pronto a calcare il palco.

Sicuramente il cambiamento di rotta, che forse scontenterà i fan della prima ora, ha portato gli OJM ad ottimi risultati. Manca forse quell’immediatezza che rende un disco del genere un capolavoro, e dopo ripetuti ascolti le distorsioni incominciano a suonare troppo aspre. Si tratta comunque di un album di livello, ascolto doveroso per tutti gli amanti del genere.

Se dal vivo riusciranno a mantenere carica ed orecchiabilità avremo un altro nome da non perdere.

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