25/04/2016

L'ep della rock band napoletana è un risveglio di tante cose insieme: rivela allo stesso tempo forza, riflessione e la ricerca di sensibilità. Quelle che vengono presentate sono tracce d'azione dalla musicalità energica e profonda. I testi incidono fortemente nell'immaginario dell'ascoltatore: si raccontano storie di un'umanità pronta a combattere, o piuttosto, a resistere, all'incombere di una realtà dura e (quasi) senza speranze.

La voce è la protagonista indiscussa di un lavoro indubbiamente interessante: scandisce queste cinque poesie metropolitane senza mai farsi sovrastare dalla musica, descrivendo la cruda realtà con lo sguardo di chi ha voglia di gridare al mondo le proprie idee, anche se forse più con uno spirito rassegnazione, grattare via la superficie, andare oltre l'apparenza delle cose e (soprattutto) delle persone. Secondo gli EPO infatti il mondo è un luogo "splendido e miserabile" dove si vive "alla deriva, come battelli in mare": queste le parole contenute nel testo di "Mesopotamia", canzone d'apertura dell'ep che descrive bene la poetica di base del disco. Il cantato, così come i suoni sfaccettati, a tratti sporchi, riporta a gruppi rock italiani come i Verdena, per dirne uno, ma anche Le Luci Della Centrale Elettrica potrebbero funzionare come valido paragone per le liriche veloci e incisive, che ti mettono le cose proprio lì, davanti agli occhi, quasi come stessi guardando un film.

"Serpenti", la seconda traccia, oltre ad essere un manifesto di poetica dà il titolo a tutto il progetto della band: scorre lentamente, i suoni caldi sfumano tra le dure parole che raccontano la vulnerabilità e la negatività dell'esistere oggi. Si alternano questi giochi di musica calda e parole fredde che trasmettono con chiarezza ogni sensazione: sembra quasi di vedere i serpenti dai tratti umani contorcersi per diventare disumani come il mondo circostante e forse proprio a causa di quest'ultimo.

Le tracce seguenti continuano sullo stesso stile: i suoni mantengono una certa coerenza e linearità, senza mai ripetersi o risultare banali. Le melodie vengono sempre vivacizzate dal sapore innovativo dei suoni elettronici che si incastrano alla perfezione con il cantato. C'è da dire che l'alternative rock degli EPO non viene mai potenziato da riff veramente potenti, eppure nonostante la cifra stilistica talvolta esitante, gli strumenti e la poesia insita nelle composizioni regalano emozioni e momenti di profonda riflessione sull'io (forse sarebbe meglio dire sul "noi"), sulla contemporaneità e i duri rapporti tra gli uomini.

Commenti (1)

  • alespo 26/04/2016 ore 19:18 @alespo

    non avevo alcun dubbio

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