30/04/2016

Il connubio jazz - cantautorato si ripropone nel nuovo lavoro dei Cafe Desordre dal titolo "Disordinazioni", con dieci tracce inusuali. Il quartetto, infatti, decide di aprire il disco con un intro dai toni prog per poi voltare completamente pagina e passare, dalla seconda traccia in poi, al jazz. Le sonorità di quest'ultimo accompagnano testi pensati e ricchi di spunti di riflessione che contraddistinguono la loro scrittura. Si va infatt, dal tema delle mille sfaccettature che ognuno dà all'amore, che viene cantato nelle sue sfaccettature nella sesta "Piccola Squallida Canzone D'Amore", ai meccanismi che incatenano gli esseri umani ai giorni nostri. Senza tralasciare i viaggi cosmici sviluppati nella seconda track "6053". Questo insieme di elementi rende piacevole l'ascolto del lavoro discografico sin dal primo momento, grazie al sax, al violino e alle varie chitarre riescono a comporre un sound che cattura l'attenzione di chi ascolta il disco. L'ultimo pezzo contiene la traccia fantasma, un dettaglio che in questi ultimi anni è stato via via eliminato dalle varie produzioni musicali.
Oltre all'aspetto musicale c'è da porre l'attenzione anche sulla grafica del disco. La copertina, infatti è ricca di illustrazioni che ritraggono animali, palazzi imperiali, pianeti e di foto dei quattro membri della band. Tutti questi elementi incuriosiscono subito il possibile ascoltatore e anticipano i contenuti del disco.

Non capita spesso di apprezzare al primo ascolto un disco, e il nuovo lavoro dei Cafe Desordre è una di questa eccezioni. La loro voglia di sperimentare premia il lavoro finale. Se lo si guarda nel panorama discografico sia delle major sia a livello indie l'album del quartetto veronese spicca per la sua originalità, tanto che ascolto dopo ascolto si finisce ad apprezzare sempre di più tutte queste "Disordinazioni".

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