02/05/2016

Un po' suoneria polifonica, un po' grind metallico e cattivissimo. Bologna Violenta non lascia il suo gioco preferito e anzi raddoppia, coadiuvato stavolta da Alessandro Vagnoni: dunque non più un progetto solista ma un abbozzo di band. Il nuovo ingresso non sposta gli equilibri ma consolida l’indole feroce di Bologna Violenta ed estremizza gli sbalzi d’umore: sei corde suonate a mitraglia (“Un mio amico odia il prog”), ritmi impazziti e brutali alla Naked City con tanto di divagazioni quasi lounge (“Incredibile lite al supermercato”), crescendo caotici (“L’eterna lotta tra il bene e le macchine”). È una rappresentazione sonica di un’apocalisse quotidiana che porta a essere spietati con gli altri e indulgenti con noi stessi: conosciamo bene quegli sguardi cattivi che sembrano lame pronte per lo stronzo che ci frega il parcheggio. “Discordia” alla fine è un disco che ribadisce l’idea sonora di Bologna Violenta: manca la sorpresa ma resta la botta assordante, oltre a una visione d'insieme più chiara e ragionata. Può piacere o no, ma di sicuro non lascia indifferenti.

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