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album Terra Bruciata EP - Giulio Voce

recensione Giulio Voce Terra Bruciata EP

2016 - Cantautore, Rock, Folk

RECENSIONE
17/06/2016

Un fischiettio leggero e “Come mi riesce bene fare terra bruciata”, con cori femminili a seguire. Inizia così l'ep di Giulio Voce “Terra bruciata”, un cantautorato pop, folk e rock. Se la traccia d'apertura parla del rifiuto di adattarsi alle logiche negative della società, “5 di mattina” sfotte la musica troppo leggera delle canzonette “sole-amore”. “Lagavulin”, un titolo ispirato a uno scotch whisky, è un pezzo su onestà e mediocrità.

“Il barista (a tempo pieno)” descrive le contraddizioni a cui sono sottoposte le nuove generazioni: giovani che studiano, si laureano e poi si ritrovano a fare i baristi e i commessi, anche quando hanno talenti e potenzialità. Il disco si chiude con “Sguardo proibito”, una storia d'amore e "azzardo".

C'è qualcosa di Rino Gaetano nei graffi del canto e nelle origini calabresi, trapiantate a Roma, dell'artista. La voce è bella, la produzione si può migliorare. L'ascolto di queste cinque canzoni è piacevole: nei prossimi progetti, Giulio potrà continuare la sua ricerca di un suono sempre più unico e contemporaneo, senza abbandonare per questo le influenze popolari, e di versi che acchiappino sempre più l'attenzione con poesia e frasi ad effetto. Avanti così.

Tracklist

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